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Il rigurgito e il reflusso nei lattanti

1 marzo 2017
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Il rigurgito e il reflusso nei lattanti

Nonostante risulti evidente a chiunque che il tratto esofageo sia stato ideato in qualità di strada a senso unico e che ogni inversione di marcia rappresenta la spia di un sopraggiunto stato patologico o di un potenziale pericolo per l’organismo umano, può accadere sovente, durante i primi mesi di vita, che il reflusso gastroesofageo e i conseguenti rigurgitini rappresentino la norma più assoluta, dato che un apparato digerente in fase di sviluppo e formazione non si trova ancora in grado di stabilire a priori quando la misura è colma e quando il cibo ingerito ha già saziato il corpicino

Spesso associati alla fantomatica fenomenologia delle “colichette”, che altro non sono se non turbe gassose generate proprio partire dalla difficoltà di gestire e comunicare il senso di sazietà, il rigurgito e il reflusso nel lattante rappresentano svente una fonte di preoccupazione per i genitori (soprattutto al primo figlio) e vengono sovente confusi con la categoria patologica associata al vomito, con la quale non hanno in realtà nulla a che vedere.

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Mentre rigurgito e reflusso comportano appunto la naturale espulsione del cibo in eccesso attraverso il canale di ingresso e preludono ad un senso di sazietà, il vomito implica invece la presenza di succhi gastrici al suo interno e riguarda principalmente l’espulsione di cibo già digerito o in fase di digestione, denotando così la presenza di un’anomalia che può rivelarsi banale (come una gastroenterite), oppure richiedere controlli più approfonditi per comprendere le ragioni, soprattutto se il bimbo si nutre esclusivamente con latte materno.

Intervento sulla questione, evidentemente mai abbastanza chiara e chiarita, dalle colonne online del quotidiano La Stampa, l’esperto Graziano Barrera, primario di Pediatria, Neonatologia e Patologia Neonatale IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha voluto fornire alle neomamme e ai neopapà un prontuario utile ad evitare inutili allarmismi e la conseguente presa d’assedio dei pronto soccorso cittadini.

Secondo il dottor Barrera, reflusso e rigurgito risultano perfettamente fisiologici nei neonati e il fenomeno è destinato a subire un aumento in prossimità dei 4-5 mesi di età, quando l’espulsione del cibo raggiunge l’apice per poi scemare lentamente.

Ricordando come è possibile parlare di rigurgito e reflusso fino ai 4 anni di età, gli unici campanelli d’allarme reali dovrebbero suonare solo quando la sintomatologia risulta comprensiva di evidenti stati dolorosi, del rifiuto protratto del cibo o di micro-lesioni alla trachea provocate dal reflusso continuo.

Per il trattamento del reflusso e del rigurgito esistono farmaci d’utilizzo comune, il cui impiego mira a ridurre l’acidità all’interno dello stomaco e a limitare tanto le cause quanto le conseguenze della condizione, con funzione specifica a seconda della gravità e della ricorrenza dei fenomeni.

L’importante è dunque cercare di limitare l’apprensione ai casi che davvero richiederebbero indagini più approfondite e cercare di operare una sorta di rivoluzione copernicana del pensiero genitoriale, rivolta a comprendere come l’esofago rappresenti una strada a senso unico solo quando il nostro organismo risulta pienamente formato e in grado di lanciare gli opportuni stimoli di sazietà e pienezza.

 

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