Emerge il Futuro

Meryl Streep alla festa del cinema di Roma

Dopo Viggo Mortensen, giunto a presentare il suo Captain Fantastic e a lanciare qualche spunto di riflessione incentrato sulla funzione del cinema e sulle volontà eremitiche implicite nella sua ultima fatica, la festa del cinema di Roma ha accolto a braccia aperte la regine di tute le attrici (viventi), tributando un autentico bagno di folla a Meryl Streep e ad una carriera priva di reali termini di paragone.

Molto meno “ufficiale” rispetto alle solenni kermesse del Red Carpet o di Cannes, la rassegna capitolina si è posta da movente per consentire all’attrice di rilasciare lunghe interviste e ferme dichiarazioni avulse dallo stretto contesto, spaziando così dal suo ultimo film a quel Donald Trump che procede la sua campagna elettorale tra uscite infelici e suicidi mediatici giorno dopo giorno, tanto da voler contestare con largo anticipo un voto che potrebbe rivelarsi schiacciante.

Secondo Meryl Streep (e non solo secondo lei) il Tycoon si sarebbe infatti già scavato la metaforica fossa da solo con le sue infelici uscite sulle donne e proprio ad una donna spetterà entro venti giorni il gioioso compito di ricacciare Trump da dove era venuto e di chiudere un capitolo della vita politica americana che, a detta dell’attrice tre volte Premio Oscar, ha rappresentato una delle più buie ed imbarazzanti pagine della storia recente.

Donald Trump a parte, la nuova pellicola in fase di lancio a Roma vedrà la Streep vestire i panni di Florence Foster Jenkins nell’omonimo film incentrato sula strana vicenda di un’aspirante soprano, divenuta stranamente celebre agli inizi del’900 in barba alla sua totale assenza di doti canore e al fatto che la sua voce venisse unanimemente ritenuta sgradevole.

Nella pellicola diretta da Stephen Frears, Meryl Streep torna dunque ad adagiarsi sul ruolo, a lei congeniale, di personaggio sospeso tra una fortissima volontà e l’assenza dei mezzi tecnici atti dare libero sfogo alle intenzioni, mostrando tutte le sue doti di caratterista e la sua capacità di recitare in un film “in costume” dal sapore di altri tempi.

Dopo aver espresso il suo sostengo a Fuocoammare, candidato italiano agli oscar come miglior film non in lingua inglese, la Streep ha dunque lasciato Roma con tutto il suo carico di speranze e con ancora nelle orecchie le parole di Viggo Mortensen sulla funzione sociale del cinema e su quel desiderio di solitudine che si accompagna a braccetto con un’epoca storica tanto buia da risultare perfino imbarazzante.

 

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