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Depeche Mode, nuovo singolo in uscita

3 Febbraio 2017
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Depeche Mode, nuovo  singolo in uscita

In una lontana epoca storica, nota come “anni ’80”, in cui la trasposizione di un concetto su un livello estetico era persino più importante di quanto non lo sia oggi, un comunissimo gruppo britannico elettro-pop, poi non tanto dissimile dai Duran Duran, ebbe l’intuizione e la capacità di ammantarsi di una patina di oscurità e di ivnertire una rotta, che pareva avviarsi verso l’anonimato, grazie ai toni dark sapientemente apposti su capolavori come “Black celebration”, “Violator” e “Songs of faith and devotion”.

A trent’anni di distanza da quella rivoluzione che riuscì a coniugare l’universo elettronico (all’epoca appannaggio esclusivo dei “paninari”) con il mondo apparentemente inconciliabile della new wave, spianando la strada a Nine Inch Nails ed omologhi, i Depeche Mode non hanno mai smesso di ricercare una sonorità peculiare in grado di definire i parametri musicali ed estetici di un’epoca ormai mutata negli accenti in cui tutto (o quasi) apre essere inevitabilmente già scritto.

A 4 anni di distanza dal non fortunatissimo Delta Machine, ecco dunque che Martin Gore, Dave Gahan e Andy Fletcher tornano in pompa magna con un nuovo lavoro, denominato Spirit, più volte annunciato a partire dai canali mediatici online ed ora incarnatosi nell’uscita del primo singolo destinato a fare da apripista all’opera completa.

Uscito oggi, venerdì 3 febbraio, il singolo “Where’s the revolution?” limita in realtà il fattore rivoluzionario più all’ambito dei testi, dall’inedito tono sociale e quasi politico, che non alla sfera della musica, dato che il nuovo singolo riprende in pieno lo schema classico Depche Mode, con atmosfere soffuse iniziali che esplodono in un ritornello piuttosto cantabile, per poi scandire di nuovo ritmi lenti e dalle tinte decisamente “ambient”.

Accolto un po’ tiepidamente dai fan di lungo corso “Whrere’s the revolution?”” apre quindi l’ennesima stagione dei Depeche Mode, sempre pronti a reniventarsi nel tentativo di rinverdire i fasti andati di quella geniale intuizione che li portò ad adombrare di oscurità un pop altrimenti destinato a cadere nell’oblio in mezzo ad un mare di cloni e ritornelli uguali.

 

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