
Fatta eccezione per il celeberrimo John Holmes citato da Elio e le Storie Tese, Rocco Siffredi rappresenta forse il più significativo esempio di quanto un mondo, per sua stessa natura, volutamente autoreferenziale e (almeno teoricamente) riservato ad adulti possa trasformarsi in un’icona pop dalla portata globale, utile da impiegare e reinvestire per scopi ludici, satirici, commerciali e perfino politici che poco o nulla hanno a che vedere con le (enormi) doti possedute dal pornoattore più celebre d’Italia.
Noto persino a chi ha deciso di chiudersi in un convento per far fronte alle minacce di un mondo malvagio e perennemente arrapato, Rocco Siffredi ha voluto smorzare l’attesa e la curiosità che circondano i di un biopic interamente dedicato alla sua mirabolante carriera, dal titolo “Rocco”, confidandosi con alcuni giornalisti e mettendo a nudo un lato della sua personalità differente da quello che ormai hanno già visto tutti.

Nel corso di un’intervista rilasciata la quotidiano online TgCom24, Rocco Siffredi ha infatti ammesso, forse per la prima volta in vita sua, di aver sofferto di una grave forma di dipendenza dal sesso che lo ha portato in passato ad andare a letto con uomini e donne indistintamente ben oltre il ruolo impostogli dalla macchina da presa e ben oltre la capacità di liberasi del suo personaggio, una volta terminate le riprese e tornato ad una quotidianità in cui il sesso avrebbe dovuto rivelarsi un’attività di tutt’altra natura, se non altro, almeno per una sorta di indigestione di fondo di fronte alle colossali abbuffate sul set.
Chiusasi comunque da tempo immemore una parentesi nera della sua vita, Rocco Siffredi ha potuto dar vita a numerosi progetti, diventando testimonial della bevanda Maca Love, dai presunti effetti mirabolanti in termini di cura dell’impotenza (Siffredi assicura che il tonico è interamente a base di elementi naturali), facendo impazzire il web per una reiterata parodia dell’aspirante playboy Gianluca Vacchi e concedendosi il lusso di poter infine visionare la sua vita sul grande schermo, senza filtri, senza censura e senza che l’immagine di icona pop prevalga su quella di un uomo alle prese con una carriera difficile e con numerosi pregiudizi d incontrare lungo la strada.
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