
In un mondo in cui difficilmente ci rassegna alla morte di una persona cara o famosa e in cui fioriscono assurdi avvistamenti relativi a soggetti in realtà (più o meno) serenamente deceduti, si tende invece a dimenticarsi troppo spesso, quantomeno a livello mediatico, di tutti quei casi di persone scomparse da lungo corso senza che il tragico ritrovamento della salma potesse porre fine alle ricerche e alla speranza,
Forse il più emblematico tra di casi di sparizione registrarti nel nostro Paese, la vicenda che ha visto la cittadina vaticana Emanuela Orlandi far perdere ogni sua traccia il 2 giungo del 1983 pare aver trovato la sua tragica conclusione nelle parole di Papa Francesco, primo pontefice ad ammettere, nel corso di un colloquio con il fratello della ragazza, come non vi siano ragioni sufficienti a credere che Emanuela possa essere ancora viva e come il sipario su una delle più complesse inchieste della Prima Repubblica debba ormai calare per lasciare posto al silenzio e al dolore.

Adombrato da una serie di ipotesi più o meno suggestive ed inquietanti che comprendevano piste investigative orientate in direzione di un complotto basato su presunti episodi di pedofilia, della banda della Magliana in qualità di regia occulta della sparizione e di possibili legami con l’attentato a papa Wojtyla, il caso pare tuttavia destinato a proseguire sui grandi schermi, grazie alla ferrea intenzione di di Roberto Faenza di riaprire quanto, a suo avviso, appariva chiuso in modo solo apparente e troppo sbrigativo.
Fermamente convinto dell’azione operata da depistaggi e malavita romana sul caso, Faenza sta infatti per aggiungere un ulteriore tassello al caso, grazie alla realizzazione di una docu-fiction (La verità sta in cielo) girata in modo storicamente minuzioso e comprensiva di testimonianze ancora in inedite che potrebbero far apparire le parola di Papa Francesco come figlie di una conoscenza non proprio esaustiva della vicenda narrata.
Preceduto da un mini-complotto ulteriore, in base al quale la diffusione del film sarebbe stata ostacolata in ogni modo, la pellicola di Faenza in uscita il 6 ottobre prossimo si ripromette dunque di spargere benzina su un fuoco che appariva spento e di riportare l’attenzione del grande pubblico su quell’emblematico caso di sparizione, forse troppo presto dimenticato a favore di assurde tesi relative a vip che inscenano la loro morte solo per sfuggire alla noia.
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