
In un’America sempre più bipolare e sempre più alle prese con ataviche paure legate alla gestione dei suoi confini, accade che alla Notte degli Oscar la statuetta più ambita venga consegnata nelle mani di un regista messicano, Alejandro González Iñárritu, proprio alla vigilia del supermartedì elettorale e proprio mentre Trump farnetica di un muro destinato a dividere per sempre Stati Uniti e Messico.
Premiato per la regia di The Revenant, Iñárritu ha bissato il successo dello scorso anno ed è entrato a pieno titolo nella storia del grande cinema mondiale, cogliendo la palla al balzo per pronunciare un discorso in mondovisione contro pregiudizi, razzismo e politiche volte a suscitare la divisione tra gli esseri umani e ad alimentare la volontà di dar vita a quella “nazione fortezza” caldeggiata da più parti negli Usa.

Iniziando il suo discorso di incoronazione in spagnolo con un ringraziamento alla generosa Accademia, il due volte premio Oscar ha voluto porre l’accento sul fatto che molti dei suoi concittadini non hanno potuto avere le sue stesse opportunità e che i pregiudizi razziali si traducano spesso in una ghettizzazione delle minoranze etniche e linguistiche e nella conseguente emarginazione degli individui sulla basa del colore della loro pelle o dei loro capelli.
Riprendendo una sequenza del suo ultimo film, in cui il personaggio interpretato da DiCaprio ammonisce il figlio verso i pregiudizi che incontrerà, Iñárritu ha dunque trasformato la serata di gala hollywoodiana in un messaggio contro la segregazione e mostrato come, a dispetto della protesta messa in atto dalla comunità afroamericana alla viglia della premiazione, il Red Carpet non risulti ad esclusivo uso e consumo della maggioranza bianca, anglosassone e protestante.
Versante razziale a parte, Iñárritu può ora festeggiare il suo bis e godersi un posto d’onore nella storia del cinema, a fianco di Joh Ford e Mankievicz, meditando magari di realizzare un calcistico “triplete” e andando così ad abbattere un altro muro ideale, considerato invalicabile per tutti coloro che hanno cercato di conquistare la statuetta per tre anni di fila.
Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.