
Una delle prime domande che si pongono i bambini, nel pieno della loro iperattività e volenterosi di non fermarsi mai, riguarda il perché si debba sottrarre tempo al gioco, al divertimento o alla visione di un cartone animato per dormire, dato che il sonno appare spesso alla stregua di un’attività inutile e che solo un organismo adulto riesce a comprendere a fondo quel complesso di benefici empirici derivanti dal riposo ininterrotto e dalla proverbiale capacità di riuscire a staccare la spina per un po’.
Se spiegare ad un organismo non in grado di accorgersi della stanchezza accumulata e non in grado di programmare sessioni di sonno in modo autonomo le ragioni del perché l’essere umano debba necessariamente dormire appare spesso un’impresa epica, un buon movente per offrire spiegazioni esaustive dell’arcano biologico giunge da una rivoluzionaria ricerca condotta da un team di ricercatori facenti capo alle università del Wisconsin e delle Marche, secondo la quale, una delle funzioni principali del sonno sarebbe quella di consentire alla mente di rimuovere ricordi e informazioni considerate superflue.

Attraverso un lungo esperimento condotto sui topi, gli autori dello studio hanno infatti potuto constatare come le sessioni di sonno nei roditori si accompagnassero ad una sorta di purificazione cerebrale che consentiva, al risveglio, di rimuovere le tracce relative a tutto quel complesso di informazioni considerato inutile per la sopravvivenza degli esemplari o semplicemente non tanto interessante da venire trasferito nella memoria a lungo termine e da cementarsi in qualità di ricordo effettivo.
Analizzando la struttura e la conformazione del cervello delle cavie durante ogni sessione di sonno, i ricercatori hanno infatti potuto constatare una diminuzione della massa neurale pari al 20% della superficie totale; diminuzione che, dopo esser stata analizzata e incrociata con un’apposita banca dati delle sinapsi, è risultata proprio riconducibile a quell’area del cervello deputata ad ospitare la memoria a breve termine e i ricordi destinati a svanire nel corso della notte.
Attualmente limitata al regno animale, al teoria potrebbe presto trovare un corrispettivo anche in ambito umano e chiarire così una dei quelle oscure ragioni che ci impongo di dormire, persino nel corso di un’età in cui le energie paiono infinite mai e vorremmo rimanere alzati il più possibile per vedere cosa succede nel mondo degli adulti al calare della notte.
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