Immaginate per un attimo di vivere nei remoti meandri delle campagne cinesi e di essere così poveri da non potervi comprare una mucca da latte; solo allora il vostro ingegno si adopererà per dar vita a dei surrogati del formaggio (tofu in primis) in grado di fornire al vostro corpo un apporto proteico simile a quello dei prodotti caseari, andando a sacrificare ovviamente la componente legata al gusto, dato che nemmeno l’animalista più convinto paragonerebbe mai un surrogato vegetale di formaggio ad una mozzarella di bufala campana o ad una fetta di taleggio d.o.p.
Immaginate ora di vivere in una società tanto opulenta e paranoica da spingere i suoi cittadini a preferire coscientemente l’acquisto di tofu (a prezzi salatissimi) rispetto alla sopracitata bufala campana, facendo leva su paure salutiste assolutamente ridicole e su una componente di pietismo verso gli animali da latte che non ha nulla a che vedere con le logiche produttive dei macelli, spesso davvero disumane e inaccettabili.
Divenuta triste realtà, la seconda ipotesi si è incarnata nella paradossale genesi di un Paese dove ogni ben di Dio alimentare viene prodotto in modo esemplare, ma dove tre cittadini su quattro hanno paura di mangiare, per via di una serie di bufale online che avvelenano alla base il pozzo dell’informazione nutrizionale, portando i fruitori di internet a credere ciecamente alle scempiaggini più assurde e ignobili che l’umanità ricordi.
Con l’intento di riaccendere il lume della ragione, spento dalla propaganda internettiana, e di riportare un po’ di colore sulle tavole degli Italiani, Coldiretti ha recentemente diffuso una sorta di vademcum contro l’informazione “deviata” e contro i luoghi comuni generati dalla Rete per vedere fino a che punto avrebbero potuto spingersi i consumatori.
Partendo dalla confutazione della tesi che prevede il latte si soia come un prodotto sanissimo e il suo omologo “naturale” come un elemento nocivo, fino ad arrivare alle menzogne sulla carne cancerogena in quanto tale, Coldiretti si è addentrata in un mondo fatto di kamut e surrogati per mostrare come, alla base della sostituzione non vi sia nessuna evidenza scientifica, ma solo l’abile volontà di lucrare sui timori della gente, inventando malattie ed emergenze sanitarie che non hanno nulla a che vedere con il cibo e con le eccellenze italiane.
Consultabile per intero sul sito della Coldiretti, il breviario contro le fake news rappresenta l’ultimo disperato grido contro quelle sirene che fanno apparire i surrogati migliori dei prodotti originali e che propinano agli utenti cibo esotico di dubbia provenienza e qualità a scapito dei prodotti di un Paese divenuto troppo opulento e paranoico per apprezzarli davvero.