Salute e Benessere
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Influenza già in agguato, si prevede stagione dura

29 settembre 2016
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Influenza già in agguato, si prevede stagione dura

A poco più di una settimana dall’insolita contrazione dell’influenza di tipo A/H1N1 da parte di una cittadina tunisina residente in Italia, pare che il fenomeno relativo all’avvento della malattia in anticipo sulle tempistiche legate a diffusione e sopravvivenza del virus tenda ad intensificarsi, facendo registrare altri due casi nei pressi di Bari e lanciando un allarme relativo alla possibile virulenza con cui il fenomeno si abbatterà sull’Italia nel corso della prossima stagione invernale.

Secondo i virologi nostrani, i primi due ricoveri effettuati a Bari non sarebbero infatti la semplice testimonianza di un’evoluzione biologica del virus che lo porta a sopravvivere in presenza di climi ben più caldi di quelli a lui congeniali, ma anche il triste antipasto di un’epidemia che si abbatterà sulla Penisola con punte di incidenza e pericolosità decisamente superiori a quelle fatte registrare durante la scorsa stagione, quando la temutissima influenza si rivelò alla stregua di un fenomeno ampiamente sopravvalutato dalle proiezioni della vigilia.

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Secondo le prime previsioni, l’avvento di tre distinti ceppi virali, provenienti rispettivamente dalla California, da Hong Kong e da Brisbane porterà in dote un numero di casi stimati nella misura compresa tra i 6 e i 7 milioni e la virulenza della patologia sarà tale da lasciar supporre che anche il numero dei decessi, presso le fasce più deboli della popolazione, tenderà a subire un rialzo rispetto alle precedenti annate.

Andando a sommare i tre ceppi influenzali con la miriade di microrganismi portatori di malattie ascrivibili all’ambito parainfluenzale, il numero degli Italiani costretti a aletto da febbre, dolori articolari e affezioni alle vie respiratorie dovrebbe toccare l’allarmante soglia dei 17 milioni di unità ed imporre così l’adozione di una certa prudenza presso i bambini in età prescolare, gli anziani e i soggetti con alle spalle una pregressa storia clinica all’insegna di condizioni patologiche debilitanti.

Per questa ragione, i virologi nostrani consigliano di anticipare le tempistiche relative alla vaccinazione già al mese di ottobre e di non attendere l’arrivo del picco per votarsi in direzione delle misure profilattiche del caso, prendendo spunto dall’inedita e improvvisa comparsa del virus per trarre le conclusioni del caso.

 

Gin Pent

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