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Dalla medicina cinese un fungo che cura l’obesità

26 giugno 2015
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Dalla medicina cinese un fungo che cura l’obesità

In quanto associata, per sua stessa natura, ad una costante tensione verso il progresso, la ricerca medica tende generalmente ad escludere dal novero della propria indagine tutti quei rimedi terapeutici tradizionali basati su semplici constatazioni empiriche, salvo poi, ad anni di distanza, rivalutare antiche pozioni e “cure della nonna” fino a concedere loro uno status scientifico.

Accade così che dopo aver generato con scarso successo una serie di molecole atte a combattere l’obesità, un’equipe di ricercatori di Taiwan scopra le indubbie qualità di un antico fungo, impiegato da secoli nell’ambito della cosiddetta medicina tradizionale cinese e particolarmente efficace nelcontrastare aumenti di peso e accumuli di adipe.

Il fungo in questione si chiama Ganoderma lucidum e pare che una sua assunzione continuativa sia in grado di produrre effetti miracolosi sull’organismo umano, andando a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e di glicemia dei suoi consumatori e garantendo così una vita lunga e priva di obesità e malattie metaboliche.

Una recente ricerca della Chang Gung University di Taiwan avrebbe infatti mostrato, a seguito di un lungo test incentrato sui topi, come l’estratto di Ganoderma lucidum contribuisca all’alterazione della flora batterica intestinale e favorisca i processi digestivi, fino al punto di spingere l’organismo in direzione di una maggior dispersione calorica in grado di scongiurare obesità, diabete e altre patologie legate al cattivo assorbimento dei principi alimentari ingeriti.

Il test condotto sulle cavie dal laboratorio è riuscito a dimostrare che la semplice assunzione del fungo in forma di estratto riusciva a produrre una sorta di risveglio metabolico tale da impedire accumuli di peso, donando un vantaggio ai topi che lo assumevano, in termini di controllo della massa grassa e del colesterolo, rispetto a gruppi di roditori alimentati secondo identici principi nutrizionali, ma privi del Ganoderma lucidum.

Lo studio pubblicato su Nature Communications suggerisce dunque alla scienza della nutrizione una strada alternativa, incentrata sula presenza di un fungo che cresce anche in Italia e che vienecoltivato da secoli in Cina e Giappone da inconsapevoli medici, completamente ignari di ciò che il progresso comporta e dei dogmi della ricerca medica.

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