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Odio, bufale e bullismo su Facebook, la lettera della Boldrini a Zuckerberg

Per quanto incontrare vecchi amici e conoscenze disperse nei meandri del tempo possa risultare piacevole (per qualche minuto), non vi è dubbio che il vero motore che anima Facebook è rappresentato dallo scontro, dall’inimicizia, dalla polemica e dalla discussione, dato che gli utenti accorrono a frotte laddove brucia il sacro fuoco della diatriba, con l’intento di dire la loro, di redarguire chi ha un’opinione differente o addirittura di insultare un personaggio famoso con ala speranza di ricevere un insulto in ritorno da poter esibire davanti agli amici.

Se la cosa può risultare spiacevole dal punto di vista del genere umano, trovatosi da un giorno all’altro a scannarsi su argomenti che fino al giorno prima non interessavano a nessuno, la questione assume ben altra prospettiva se la si guarda con gli occhi di Marc Zuckerberg, ben lieto di tutto quel traffico imprevisto generato a partire da ipnotiche liti e scambi di insulti che attraggono anche gli utenti più assennati con la stessa forza con cui un gattino morto ai lati della strada ci spinge a voltare lo sguardo nella sua direzione.

Risulta dunque ancor più evidente che, oltre ai proclami ufficiali, Zuckerberg non abbia lacuna intenzione di mondare il suo sito da tutte quelle bufale, false notizie e incitazioni all’odio che contribuiscono a gettar benzina sul fuoco e che il rischio di vedersi accusato di censurare il “libero pensiero” rappresenta, d’altro canto, un deterrente troppo forte per intraprendere un’opera di pulizia seria e continua.

Tra le vittime predilette della campagna d’odio online, la presidente della Camera Laura Boldrini (alla quale vengono tra l’altro attribuiti magici poteri legislativi sul social) ha deciso di scrivere una lettera aperta allo stesso fondatore del sito, con la speranza di muoverlo a compassione e di fare leva sui suoi sentimenti di brava persona (e in fondo, Zuckerberg lo è) affinché rinunci a guadagni a sei zeri pur di rimuovere insulti e improperi dalla piattaforma.

Sottolineando come nessun passo in merito fosse stato compiuto a partire dall’ultimo appello, la Presidente della Camera ha dunque invitato Facebook a prendere provvedimenti contro bullismo, odio e bufale online, scoprendo parallelamente come Polemos sia il padre di tutte le cose e come il conflitto e l’alterità generino molto più interesse di quanto ne possano suscitare le fotografie di un vecchio compagno di scuola un po’ ingrassato e vagamente calvo.

 

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