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Scienza e Tecnologia
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Nokia si lancia nel mercato degli smartwatch

27 Aprile 2016
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Nokia si lancia nel mercato degli smartwatch

Dopo essersi gettata in un abbraccio mortale con Microsoft e aver firmato un accordo dalle tendenze suicide, che imponeva all’azienda la totale esclusione dal mercato degli smartphone, Nokia pare ora intenzionata a tornare in pista, per la gioia dell’intera economia finlandese legata a doppio filo alle vicende dell’ex leader di mercato e di tutti gli appassionati storici del marchio scandinavo.

Dopo aver prodotto un tablet che nessuno ha mai visto o comprato, Nokia ha infatti deciso di investire sul settore delle tecnologie indossabili, andando ad acquistare l’azienda Withings e andando ad apporre il proprio marchio su una futura gamma di smartwatch destinati, almeno nelle intenzioni, a sbaragliare l’esigua concorrenza presente sui mercati.

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Folgorata sulla via di Las Vegas dal successo riscontrato dalla piccola start up francese, protagonista alla scorsa edizione del Ces, Nokia ha infatti deciso di mettere mano al portafoglio e di acquistarne la maggioranza delle quote azionarie, colpita tanto dall’estetica, quanto dalle funzionalità presenti sulla gamma di smartwatch prodotti da Withings.

All’atto pratico, tutto ciò significa che Nokia si è ormai stufata di rimanere confinata nel cono d’ombra in cui si è auto-rinchiusa e che intende affiancare alla produzione di infrastrutture di rete (ormai unica vera fonte di approvvigionamento della casa) il ritorno in pompa magna sugli scaffali dei supermercati, cercando di cogliere le potenzialità di un settore ancora inesplorato e facendo leva su progetti già sapientemente realizzati da altri, senza neanche il bisogno di scomodare ingeneri e tecnici interni.

In attesa che l‘accordo firmato con Microsoft scada e che Nokia torni magari a produrre quei telefoni cellulari che l’hanno vista regina dei mercati per oltre un decennio, gli amanti del marchio potranno dunque consolarsi con smartwatch e dispositivi indossabili, uniche vere testimonianze di quanto la casa finlandese sia riuscita sopravvivere ai colpi inferti sul mercato e persino ad un palese tentativo di suicidio industriale.

 

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