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Scienza e Tecnologia
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Manchester, allarme per la truffatrice su Facebook

9 Marzo 2017
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Manchester, allarme per la truffatrice su Facebook

Per quanto tutti noi tendiamo in ogni modo a proteggere la nostra intimità di fronte ad ingerenze esterne, il passo che conduce ad una totale confidenza verso una persona appena conosciuta online è decisamente breve e può rapidamente accadere che decidiamo di metterci a nudo (in tutti i sensi) davanti ad un soggetto del quale non conosciamo nulla e di fronte al quale dovremmo mantenere alzate tutte le barriere e le differenze del caso.

Sfruttando l’umana debolezza, generalmente tutta maschile, stanno cominciando a fiorire autentiche estorsioni online perpetrate proprio secondo una trappola che comincia con una richiesta di contatto, che prosegue con la richiesta di foto o filmati compromettenti e che termina con la minaccia finale di pubblico svergognamento, in caso lo sprovveduto raggirato non decida di privarsi di buona parte del suo stipendio per mettere a tacere la sua nuova “amica” e compagna di chat.

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L’apice delle estorsioni mediatiche è stato raggiunto in questi giorni da una ragazza inglese residente in Sudafrica (o almeno per tale si spaccia) che è riuscita ad estorcere ad un suo contatto circa 230 mila sterline dopo avergli chiesto l’amicizia su Facebook, aver instaurato un rapporto confidenziale e aver proseguito per tutte le tappe dello schema, ormai classico, finalizzato alla raccolta di immagini imbarazzanti.

Dopo aver superato il doloroso imbarazzo, la vittima ha allertato la polizia di Manchester che ha diramato un comunicato pubblico attraverso il quale si invitava a non accettare richieste di amicizia dalla suddetta persona, probabilmente affiliata ad una rete di truffatori ed estorsori professionisti molto più grande e probabilmente non in grado di agire da sola a quei livelli.

L’invito generico è dunque quello di evitare le richieste di contatto provenienti da persone sospette o ignote, dato che il passo che conduce in direzione della truffa è piuttosto breve e che, una volta, violata, la sacra intimità non possiede purtroppo al facoltà di rigenerarsi e autoproteggersi.

 

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