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Tumori: 7 Italiani su 10 guariscono dal male

2 maggio 2016
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Tumori: 7 Italiani su 10 guariscono dal male

Se l’incidenza di patologie oncologiche nel nostro Paese è aumentata a dismisura nel corso degli ultimi decenni, l’altro alto della triste medaglia è rappresentato da un coefficiente di guarigione sempre più elevato e da una serie di nefaste diagnosi che ora non vengono più percepite alla stregua di una condanna a morte, dato l’implemento messo in atto in ambito terapeutico.

Il recente dossier incentrato sullo Stato dell’Oncologia, redatto dall’Aiom, ha infatti evidenziato come 7 pazienti oncologici su 10 possano oggi dichiararsi guariti dalla patologia, una volta trascorso il lasso di tempo convenzionale, generalmente pari a 5 anni, oltre il quale si reputa il tumore definitivamente debellato ed impossibilitato a fare la sua ricomparsa.

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Il raggiungimento di cifre impensabili fino a poco tempo fa è stato reso possibile da un’ingente campagna informativa finalizzata alla prevenzione e allo screening per i due tumori più diffusi, alla mammella e al seno, che ha reso possibile il relegamento dei tumori in questione all’ambito delle malattie pienamente curabili, con punte di guarigione pari al 91% e all’87% dei soggetti colpiti.

Molto bene anche i dati specifici relativi al colon retto, con il 64% di guarigione, mentre permangono nel nostro Paese aree grigie legate alle neoplasie dalla più difficile soluzione, con il cancro ai polmoni, al pancreas e al fegato ancora lontani dal vedere il raggiungimento di percentuali di guarigione vagamente accettabili, in virtù di problematiche legate alle difficoltà diagnostiche nelle fasi iniziali e a terapie specifiche non sempre in grado di intervenire sul tumore.

Secondo gli autori della ricerca, il cancro potrà comunque venire finalmente debellato in toto solo mediante l’attenzione alla prevenzione e l’adozione di uno stile di vita votato verso abitudini sane, dato che già allo stato attuale, la prevenzione influisce di circa il 40% sulla comparsa di tutti i casi oncologici italiani e che cercare di evitare la malattia risulta decisamente preferibile rispetto alla sua cura, anche in un’epoca storica in cui la parola tumore ha smesso di fare rima con condanna a morte.

 

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