
Se gli antichi Greci avevano perfettamente compreso come fosse la dose a fare il veleno, la moderna scienza della nutrizione ha dimenticato la bontà dell’antico assunto ed ha elaborato per decenni “black list” incentrate su cibi potenzialmente ingrassanti, fino al punto di imputare alla pasta una quantità spropositata di aumenti di peso, ottenibili semplicemente osservando un piatto di rigatoni all’amatriciana o sfiorando per errore una porzione di carbonara.
Ovviamente, le cose non stanno esattamente così e una recente ricerca italiana, condotta dal Dipartimento di Epidemiologia dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli ha mostrato come il rispetto di una posologia adeguata al fabbisogno calorico individuale scagioni completamente la pasta dall’accusa di essere un alimento ingrassante in quanto tale.

Analizzando le condizioni di salute e gli aumenti ponderali di un campione statistico di persone pari a 23 mila unità, i ricercatori molisani hanno infatti scoperto che tutti coloro che si arrestavano alla soglia ottimale, pari a circa 50 grammi al giorno o comunque al 10% del fabbisogno calorico quotidiano, non solo non facevano riscontrare aumenti di peso imprevisti, ma tendevano ad essere mediamente più magri rispetto ai loro “colleghi” che avevano invece bandito la pasta dalla loro dieta per non ben precisate esigenze nutrizionali.
Dall’analisi condotta sull’Indice di massa corporea dei partecipanti al test è dunque emerso come la pasta possa agevolmente venire inclusa in una qualunque dieta o in un corretto stile alimentare, purché, logicamente, non si ecceda con le porzioni e non si tenda a farla diventare l’alimento preponderante della giornata, a scapito di altri principi nutritivi.
La ricerca pubblicata su Nutrition and Diabetes fa dunque eco al recente studio incentrato sulle qualità del burro e rivaluta ampiamente la pasta in qualità di alimento sano, nutriente ed ideale ad ogni tipo di dieta, riportando indietro l’orologio fino a quel lontano punto in cui si comprese che sono le dosi a separare il discrimine tra giusto e sbagliato e tra salute e veleno.
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