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La lampadina più piccola al mondo realizzata in grafene

16 giugno 2015
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La lampadina più piccola al mondo realizzata in grafene

Esattamente come accade per la fisica, anche la ricerca legata alla produzione di oggetti destinati a rivoluzionare il nostro modo di accesso alla tecnologia si compone di un versante pratico, legato alla concezione e alla realizzazione di dispositivi veri e propri e di uno squisitamente teorico, in cui si indagano a fondo i potenziali limiti dell’operosità umana con l’intento di generare una base sulla quale innestare scoperte e innovazioni.

A questa seconda categoria appartiene la recente ideazione di una minuscola lampadina, perfettamente funzionate, realizzata in grafene e dotata di dimensioni pressoché impercettibili, paragonabili a quelle di una manciata di atomi.

Sfruttando le particolari proprietà in ambito termico del grafene, materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio (dotato cioè di uno spessore paragonabile a quello di un singolo atomo), i ricercatori facenti capo alla a Columbia University di New York hanno avuto l’intuizione di trasformare il sottile strato atomico in un autentico circuito in grado di generare luce, andando ad alimentare il composto (di per sé invisibile) con una quantità di energia che portato il grafene a raggiungere la temperatura di circa 2.500 gradi, con conseguente emissione di unospettro luminoso ampiamente visibile.

In sostanza, il team di ricerca coordinato dal dottor Young Duck Kim si è accorto che la possibilità disurriscaldare fino a limiti estremi il grafene comportava l’emissione di luce da parte dell’elemento, il quale si comportava come una comune lampadina, andando a brillare al passaggio dell’energia e spegnendosi non appena la soglia di calore rientrava nella norma.

Ancora lontana dal trovare una reale applicazione in una dimensione quotidiana, la scoperta apre le porte ad una nuova visione dei processi luminosi e lascia presagire la possibilità di sostituire il carbonio con il grafene, dando vita a circuiti sempre più sottili e potenzialmente in grado di migliorare l’illuminazione presente nei circuiti a led o in ogni dispositivo che sfrutti al presenza di minuscole lampadine.

La nuova sfida che si pone di fronte al mondo dell’ingegneria riguarda quindi la possibilità di trovare un corrispettivo in ambito pratico alle recenti intuizioni dei ricercatori americani, sfruttando la micro-lampadina in grafene come ottima base teorica sulla quale lavorare per giungere a qualcosa di estremamente pratico e tangibile.

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