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Sesta malattia: c’è da preoccuparsi?

10 giugno 2016
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Sesta malattia: c’è da preoccuparsi?

Per quanto possano essere spaventose e terrificanti le patologie che possono colpirci nel corso della nostra esistenza (facendo i debiti scongiuri), la loro comparsa risulta in parte esorcizzabile dalla presenza di un nome ben preciso e di un suffisso di tipo “-osi”, “-asi” o”-isi” o “-ite” che ci consente di ricondurre la malattia contratta all’ambito di una ben precisa infezione virale o batterica o quantomeno all’infiammazione di un organo specifico.

Non sorprende dunque che la normale apprensione genitoriale subisca una sorta di impennata fuori controllo non appena si comincia a parlare di “sesta malattia”, dato che nessuno si prende mai la briga di denotare la patologia con un nome specifico e che la presenza di un ordine numerico che ricorda da vicino quello delle sinfonie di Beethoven rende la malattia ancora più misteriosa, dal momento che difficilmente ci si ricorda delle precedenti cinque e che, dopo una rapida ricerca, si apprende persino che l’ordine numerico non corrisponde affatto a quello in cui si possono manifestare le patologie in questione.

Cos’è la sesta malattia?

roseola infantum

Definita in linguaggio tecnico roseola infantum, esantema critico o esantema subitumo, (il che spiega perché si sia preferito ricorrere ad una definizione basata sugli ordinali), la sesta malattia è una patologia provocata dall’azione esercitata dal virus herpes di tipo 6b, il quale, pur trovandosi presente in forma latente presso gran parte della popolazione umana (esattamente come accade per tutta la famiglia virale coinvolta), decide misteriosamente di manifestarsi in forma conclamata per ragioni del tutto ignote e ampiamente non preventivabili.

Il nostro organismo si trova cioè ad essere sieropositivo nella quasi totalità dei casi di fronte alla contrazione di particolari virus herpes, ma solo in alcuni casi la minaccia sfocia in una patologia vera e propria, con quadro sintomatologico annesso, pronto ad esplodere a seguito di un’incubazione variabile che può durare per un periodo di tempo compreso tra i 5 e i 15 giorni.

Prima che iniziate a cospargervi il capo di cenere, imputandovi una qualunque colpa nell’azione genitoriale e attribuendo il malessere che sta colpendo vostro figlio ad un’errata alimentazione, ad una scarsa igiene o ad un’assenza di cure, è opportuno considerare che la sesta malattia esula ampiamente dal novero delle patologie prevenibili in base a chiare regole di comportamento e che, a differenza della pertosse o di una polmonite, non si può scongiurarne la comparsa semplicemente mediante il ricorso ad una vaccino o ad un cappotto di lana cucito a mano dalla nonna.

sesta malattia bambini

La sesta malattia si trasmette infatti tra gli esseri umani mediante il contatto o l’ingestione di minuscole particelle di liquido corporeo che possono venire scambiate anche semplicemente parlando e dato che, come premesso, nella maggior parte dei casi il virus herpes resta ad un livello latente è pressoché impossibile distinguere i potenziali “untori” e munire il bimbo di una mascherina mentre si trova in balia di nonni, zii, cugini a amichetti dell’asilo nido.

Come tutte le patologie di tipo esantematico, l’insorgenza della sesta malattia risulta facilmente percepibile dalla presenza di vistose eruzioni cutanee che, pur non rappresentando il motivo principale del malessere, ne denotano la veemenza andando a cospargere il copro del piccolo di piccole macchie rosse dal potere desquamante.

Come distinguere la sesta malattia

Premesso (come d’abitudine) che solo un consulto pediatrico può chiarire l’arcano e diagnosticare in modo corretto la contrazione della sesta malattia, risulta comunque possibile alleviare l’ansia che intercorre tra la telefonata al pediatra e l’effettiva visita, andando ad escludere la genesi di altre patologie in base a semplici segnali.

sesta malattia rosolea

Dal momento che la sesta malattia non presenta un quadro sintomatologico molto differente da quello connesso con tutte le altre malattie esantematiche (come morbillo, varicella o scarlattina), andando a comprendere eruzioni cutanee, febbre elevata (generalmente sopra i 39,5), mal di gola e tosse, il primo fattore al quale prestare attenzione è rappresentato dall’età del bimbo malato, dato che la sesta malattia si sviluppa quasi esclusivamente tra il sesto e il ventiquattresimo mese di vita del bimbo e che la comparsa di un malessere in età antecedenti o successive potrebbe già di per sé portare all’esclusione della patologia dal ventaglio di ipotesi.

Una secondo fattore al quale prestare attenzione è rappresentato dalla progressione sul corpo dell’eruzione cutanea; progressione che generalmente inizia dal tronco per poi salire rapidamente in direzione del collo, fino a raggiungere il volto del bambino, per poi concludere la sua triste parabola in direzione di mani e piedi.

Un ultimo indizio potrebbe giungere andando a spulciare la rosa relativa alle possibili cause di insorgenza e ad escludere nessi tipo di causale per il malessere del bambino, legati alla possibile ingestione di alimenti anomali o all’insorgenza di altre tipologie di patologie che potrebbero essere ascrivibili ad un’attività insolita svolta nei giorni immediatamente precedenti alla comparsa dell’eruzione cutanea.

Ribadendo a gran voce che solo il pediatra è abilitato a fare una vera diagnosi e che il ricorso a internet o ad un’enciclopedia medica serve solo per lenire un po’ quelle naturali angosce che sorgono nel vedere soffrire il piccino, ma non certo in sede terapeutica, l’invito è quello a rivolgervi al più presto al medico di fiducia, facendovi coraggio di fronte al malore percepito, dato che le complicazioni della sesta malattia risultano transitorie e non in grado di inficiare la salute del bimbo.

Quali pericoli comporta la sesta malattia?

sesta malattia rosolea infantum

In caso siate riusciti a sopravvivere all’impatto emotivo derivante dalla visione del vostro bimbo coperto di macchie e e agonizzante senza riportare scompensi cardiaci o disturbi da stress post-traumatico e siate riusciti ad arrivare al più vicino ambulatorio sani e salvi, potete iniziare a tirare il fiato e comprendere che la vostra salute si trovava molto più in pericolo di quella di vostro figlio.

La sesta malattia non comporta infatti alcuna complicazione per l’organismo del bimbo e tende a risolversi in modo spontaneo senza lasciare traccia del suo passaggio e senza che lesioni semi-permanenti (come quelle della varicella) rimangano sul volto del piccolo in qualità di memoria imperitura del tormento subito.

Le uniche reali problematiche connesse con la sesta malattia riguardano lo stato febbrile, a volte elevatissimo, e la possibile insorgenza di convulsioni nel bimbo e a tal proposito il medico curante valuterà l’eventuale somministrazione di antipiretici, utili a tenere sotto controllo pericolosi rialzi collocati sopra la soglia limite dei 39,5 gradi centigradi.

Per tutto quanto riguarda il complesso quadro sintomatologico, non serve che armarsi di pazienza, coccole e passione, dato che nessun unguento allevierà le irritazioni e nessuno sciroppo farà passare la tosse prima del compimento del terzo giorno, quando la malattia inizierà lentamente a scemare per poi andarsene come era venuta insieme al suo fastidioso herpes virus.

sesta malattia cura

In caso temiate che il vostro piccolo possa contagiare altri bambini, fratellini o cuginetti accorsi a trovarlo, non vi è nessun pericolo in merito, dato che la comparsa delle prime eruzioni cutanee comportano la cessazione dello stato di infettività e che dunque il bambino potrà venire ricollocato nel suo ambiente elettivo non appena si sentirà meglio.

Quasi in virtù di una beffa del destino, la sesta malattia può fare la sua ricomparsa, a differenza di quanto accade con le altre patologie infettive infantili, ed è possibile (anche se estremamente improbabile) che vi tocchi in sorte di dover iniziare il lungo percorso da capo e tornare ad interrogarvi circa quella bizzarra patologia. definita da un numero ordinale e ora ancor più confusa per via della sua inaspettata riproposizione e di quel nuovo ordine che sembra sconvolgere il tremendo orizzonte logico delle malattie.

 

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