Universo Bambini
2

Vasino: come e quando proporlo al bambino

16 Giugno 2016
4108 Visualizzazioni
0 Commenti
13 minutes read
Vasino: come e quando proporlo al bambino

Se in tempo di guerra si provvedeva a contingentare e razionare tutti i generi di prima necessità, data l’enorme preponderanza della richiesta rispetto all’effettiva disponibilità, oggi accade una cosa piuttosto simile ogniqualvolta una catena di supermercati decide di mettere in offerta le confezioni formato famiglia di pannolini, dando origine ad una sorta di isteria collettiva dettata dai prezzi vantaggiosi e dal fatto che ogni cliente possa acquistare generalmente al massimo un paio di pacchi, per impedire che ad altri tocchino solo briciole e delusione.

In caso vi troviate ad essere assolutamente stufi di spese, code, depliant pubblicitari e di tutto quel complesso universo iconografico che rimanda ai pannolini, è nostro dovere comunicarvi che la liberazione dal lungo incubo è possibile, ma che, al contempo, la strada che conduce in direzione del vasino è lunga, tortuosa e che la tentazione di tornare sui vostri passi (oltre che al supermercato) potrebbe presto manifestarsi alla prima difficoltà e farvi rimpiangere la precoce avventura.

bambino con vasino

Il corretto impiego del vasino comporta infatti un enorme carico di pazienza, il vaglio dei pre-requisiti fisici necessari allo svolgimento dell’operazione e la capacità di agire ad un livello psicologico molto più complesso di quello che ci vede coinvolti nel momento in cui ci apprestiamo a dare al piccolo le prime pappe solide o ad incoraggiarlo a compiere i primi passi in totale autonomia, dato che l’utilizzo del vasino rappresenta la tappa finale del lungo processo che porta un esserino incosciente ad assumere il pieno controllo del suo corpo e a comprendere che è lui a condurre ed indirizzare le sue necessità organiche e non viceversa.

Quando iniziare a proporre il vasino?

Pur non esistendo nella maniera più assoluta un’età specifica fissata come ottimale per iniziare a proporre il vasino al bambino, esistono comunque molti segnali fisici ed emotivi che possono lasciare presagire che i tempi sono maturi per tentare l’impresa, seppur con modalità molto graduali e con le ovvie eccezioni rappresentate dalla fascia oraria notturna, in cui il pannolino andrà per la maggiore per molto tempo ancora.

In linea di massima, il tentativo di proporre il vasino al bambino si rivelerà sicuramente infruttuoso prima del compimento del 18esimo mese di età, quando il bimbo sta iniziando a prendere confidenza con l’espletazione delle sue funzioni corporali in modo cosciente ed ha da poco iniziato a regolare le spinte necessarie all’evacuazione, e risulta comunque poco consigliato prima dei due anni di età, dato che i bambini giungono al completo controllo della vescica e dell’intestino proprio in prossimità del 24esimo mese.

passare al vasinoPosto che nessuno vieta di tentare un primo approccio al vasino prima che il secondo anno sia stato compiuto, è doveroso osservare come eventuali fallimenti dell’operazione potrebbero non essere attribuibili alle vostre abilità pedagogiche o alla pigrizia del bambino, ma ad uno sviluppo strettamente biologico che procede un po’ a rilento e che conduce circa il 10% dei bambini a non possedere il controllo totale su vescica e intestino, percentuale che decresce nel corso del terzo anno di età fino ad azzerarsi quasi totalmente in prossimità dell’inizio della scuola materna, quando eventuali problematiche di evacuazione potrebbero davvero condurre il piccolo in direzione del suo primo imbarazzo sociale.

Esistono inoltre delle condizioni alle quali fare attenzione prima di decidere che il tempo del vasino è giunto, dato che difficilmente un bambino incapace di salire e scendere le scale in maniera autonoma riuscirà a portare a termine la serie di movimenti necessari alla’evacuazione consapevole e che ancor più difficilmente un bimbo che non ha iniziato a guardarsi all’interno del pannolino (attività che generalmente ha luogo dopo il 20esimo mese di età) percepirà i suoi bisogni alla stregua di un oggetto del quale disfarsi in modo volontario.

In sostanza, le tempistiche relative al passaggio dal pannolino al vasino sono estremamente variabili e dipendono tanto dalle abilità motorie conseguite, quanto dall’effettiva volontà del bambino di acquisire il tassello mancante della sua indipendenza, il che non vieta ovviamente di tentare un approccio prematuro, ma solo a patto che il fallimento non si traduca in una delusione o nel tentativo di forzare il piccolo a fare ciò per il quale non si trova ancora biologicamente predisposto a svolgere in sicurezza.

Come proporre il vasino al bambino

Come tutte le grandi rivoluzioni che investono l’universo infantile, la lunga strada che conduce al vasino deve venire percorsa in modo lento, graduale e lasciando a casa quell’immenso fardello di vergogna, imbarazzo e paura che potrebbe presto appesantire voi e il piccolo durante il percorso ed impedire che i segnali positivi vengano soffocati dall’errato bagaglio culturale che grava su una fase così dedicata dello sviluppo.

Prima di mettere seduto il piccolo sul vasino ed attendere che qualcosa accada per caso, magari a fronte di una snervante attesa, bisogna dunque preparare il terreno, facilitando l’incontro tra il piccolo e il suo compagno di giochi e lasciando che il bambino abbia libero accesso visivo all’espletazione delle nostre funzioni corporali, dato che anche in questo caso, la curiosità e lo spirito di emulazione giocano un ruolo decisivo nella sfera psicologica del bambino, sempre più volenteroso di emulare in tutto e per tutto le azioni di mamma e papà.

bambino toilette

Quando il piccolo avrà compreso a fondo cosa stanno effettivamente facendo i suoi genitori, accovacciati in quella strana posizione e capito che il nuovo regalo non è fatto per riporvi i peluche, si potrà provare a fare sedere il bimbo sul vasino, senza tuttavia (è opportuno sottolinearlo) un’iniziale garanzia di continuità, visto che il bambino potrebbe anche portare a termine l’operazione con successo, per poi ripeterla il giorno successivo magari sul tappeto persiano di casa, proprio quando avevate pensato di potervi disfare per sempre degli odiati pannolini.

L’espletazione delle funzioni corporali sul vasino si trova infatti ad essere, durante le sue prime fasi, alla stregua di un gioco nuovo per il bimbo e come tutti i giochi protratti propria del compimento del secondo anno di età, non possiede una vero e proprio regolamento o uno schematismo tale da consentire la sua ripetizione in modo coerente e può benissimo accadere che, anche dopo aver dato segno di comprendere a cosa serva il vasino, il bimbo non si trovi più intenzionato a giocare e decida dove farla senza troppi preavvisi.

In caso dunque abbiate appena telefonato ad amici e amiche per annunciare lo storico evento e vi ritrovate un ricordino per terra a pochi metri da voi, non dovete percepire il fatto come un problema o come un dispetto che il piccolo ha voluto farvi (i bambini non sono gatti!) ed occorre che torniate ad armarvi di pazienza per consentire la ripetizione metodica di quanto vostro figlio ha già perfettamente compreso, seppur all’esterno di uno schema logico coerente.

Dopo aver dunque affrontato la prima fase legata ad istituire un nesso causale nella mente del bimbo tra il vasino e la sua specifica funzione, occorre uscire dalla sfera del gioco e regolare la pratica; operazione che risulterà piuttosto semplice introno al secondo anno e mezzo di età del bimbo, quando la comprensione del linguaggio verbale è ormai sviluppatissima e cominciano a farsi strada nel suo cervello le prime relazioni di causa-effetto piuttosto complesse e legate alla sfera della progettualità, seppur nel breve termine.

Un valido supporto durante l’ulteriore fase di transizione potrebbe giungere da libri colorati che illustrano le vicende di bambini alle prese con vasini e toilette: fate sedere pazientemente vostro figlio di fianco a voi e spigategli lentamente cosa stanno facendo i bimbi nelle immagini e perché i bambini grandi sono capaci di utilizzare in modo continuativo il bambino, facendo leva sulla sua ansia di crescere e di mettersi al pari con l’universo sociale rappresentato dai suoi coetanei, siano essi reali o semplici disegni.

Dal vasino al riduttore

Una volta superato lo scoglio-vasino e raggiunta la certezza che il piccolo padroneggia alla perfezione il suo nuovo strumento, l’ultima tappa è rappresentata dalla transizione finale verso la toilette degli adulti, comprensiva di quell’ineludibile riduttore utile a garantire che il bimbo non si trovi a rimanere incastrato nel water e non scivoli lentamente in direzione della rete fognaria urbana.

In linea di massima, il passaggio dovrebbe avvenire secondo modalità molto “soft”, dal momento che la posizione e movimenti necessari al corretto utilizzo dei sanitari assomigliano molto a quelli presenti sul vasino e che l’unica problematica potrebbe essere rappresentata dalla resistenza del bimbo e nell’abbandonare quella routine quotidiana tanto faticosamente appresa.

riduttore vasino

In caso tuttavia il piccolo si sia rivelato molto precoce nel passare dal pannolino al vasino, è possibile che la tappa successiva porti in dote un piccolo trauma, dato che i bimbi di età inferiore ai due anni si trovano spesso spaventati dalle acque presenti nella toilette e temono in maniera inconscia di poter davvero essere risucchiati via per sempre dalle mura domestiche come premesso nella scherzosa ipotesi di poco fa.

Anche in questo caso occorre armarsi di pazienza e tornare a fare leva sullo spirito di emulazione del bambino, mostrandogli sul campo come funziona la toilette e la sua totale assenza di rischi per l’incolumità umana, facendogli capire come quelle strane acque serviranno a garantire la sua igiene e non si trovano lì per traghettarlo in qualche misterioso anfratto sotterraneo.

In conclusione, il passaggio dal pannolino al vasino rappresenta la conquista della piena indipendenza del bambino e il compimento di un lungo percorso di emancipazione dalle sue stesse necessità e come tale va affrontato, con tutta la calma e l’amore del mondo, prima che una palese forzatura rompa l’equilibrio presente tra le mura domestiche e ci costringa ad infinite code davanti alle offerte dei pannolini per molto tempo ancora, quasi come se ci trovassimo al centro di un conflitto planetario.

 

[adrotate banner=”14″]

 

 

Commenti disabilitati