
Mentre il mondo si stava preparando ad assistere alla trasformazione di Facebook in una sorta di arena romana grazie all’introduzione di dell’opzione definita come “non mi piace”, che avrebbe dovutoaffiancare i consueti like e stabilire così insindacabilmente la bontà di un post sulla base del verso del dito pollice, Zuckerberg ha deciso di stupire tutti con un nuovo esperimento volto al superamento del tradizionale sistema di apprezzamento.
Da domani arriveranno infatti, in via sperimentale, gli stati d’animo definiti come Reactions che permetteranno agli utenti di esprimere le sensazioni provate davanti alla lettura di un post in modo molto più articolato e definito di quanto realizzato fino ad oggi mediante il ricorso al pollice alzato.
Comprensivo di sei differenti faccine ed iconedall’espressione inequivocabile, Reactions proporrà infatti la possibilità di esprimere: approvazione (mediante il canonico pollice), amore, divertimento, soddisfazione, stupore, tristezza o collera di fronte ad una notizia letta, consentendo così un’analisi maggiormente dettagliata del fenomeno sociale (seppur sempre in forma iconica) edevitando di trasformare i post in plebisciti a favore o contro una determinata tesi.
Per farvi un’idea dettagliata del funzionamento di Reactions è sufficiente recarsi sul sito del Corriere, dove ogni notizia viene da anni associata ad un dato stato d’animo e dove la particolare funzione introdotta pare aver fatto scuola anche Oltreoceano, seppur in modo inconsapevole.
Le Reactions di Facebook esordiranno nella giornata di domani in Irlanda e Spagna, paesi che fungeranno da test, per poi approdare gradualmente in tutto il mondo secondo modalità e tempistiche non ancora definite, data l’assoluta novità e la difficoltà di vagliare le reazioni degli utenti sottoposti all’embrionale esperimento.
Convenendo, per una volta, con la trovata di Mark Zuckerberg e potendo tirare un sospiro di sollievo per la solenne bocciatura dei “dislike” attendiamo dunque l’introduzione della novità anche in Italia, paese in cui gli stati d’animo certo non mancano, fin dai tempi in cui le sorti di gladiatori e prigionieri venivano decise dal verso di un pollice.
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