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Pokemon Go, incarcerato blogger che giocava in una chiesa russa

31 ottobre 2016
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Pokemon Go, incarcerato blogger che giocava in una chiesa russa

Reduce da 70 anni abbondanti di ateismo militante di stampo sovietico, la Russia ha recentemente riscoperto il potere della religione come collante sociale e imposto una rivalutazione delle sue radici ortodosse, utili a marcare un netto confine dal cattolicesimo polacco e dal protestantesimo tedesco, nel corso di un processo volto ad ampliare le distanze che separano Mosca dall’Europa da un punto di vista geopolitico e culturale.

Se la triste vicenda delle Pussy Riot, incarcerate per aver girato un video anti-Putin all’interno di una chiesa locale, avrebbe dovuto instillare un sacro timore verso la rinnovata religiosità russa, pare che un blogger abbia avuto la scarsa accortezza di andare a cercare Pokemon proprio all’interno del suolo consacrato, terminando la sua avventura in gattabuia, in virtù di leggi e censure che hanno trasformato la partitella a Pokemon Go in una a Monopoli, senza neanche il beneficio della metafora o di un fiaschetto verde pronto a prendere il suo posto.

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Il blogger 22enne Ruslan Sokolovsky ha infatti avuto la pessima trovata di documentare le sue imprese con Pokemon Go, condotte all’interno della cattedrale di Ekaterinburg, su YuouTube, ricevendo in poco tempo un numero di visualizzazioni e apprezzamenti che non potevano certo lasciare insensibili le autorità russe, ben liete di rintracciare il giovane e di accompagnarlo in galera, dove rischia ora di rimanere per un periodo di temo massimo pari a 5 anni.

Accusato di “istigazione all’odio” e di “violazione del diritto alla libertà di coscienza di religione”, il giovane è stato infatti rinviato a processo per il suo atto sacrilego, a causa di una serie di leggi restrittive la cui veemenza e crudeltà sfugge probabilmente a tutti coloro che ritengono al Russia alla stregua della terra della libertà e del paladino destinato a difendere il Vecchio Continente dal solito colonialismo a Stelle e Strisce.

Premesso che giocare a Pokenon Go all’interno di un luogo che qualcuno reputa sacro non costituisce comunque esempio di buon gusto o di rispetto per le altrui convinzioni, l’episodio testimonia dunque come, a partire dalle chiese, la Russia intende ricostruire quel senso di coesione religiosa dal quale passa la salvaguardia dell’identità nazionale e la possibilità di marcare un confine sempre più netto con il resto del mondo.

 

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