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Schiaffi e minacce ai bambini, sospese altre due maestre

8 marzo 2017
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Schiaffi e minacce ai bambini, sospese altre due maestre

Per quanto numerosi studi attestino come l’uso della violenza fisica e verbale sui bambini sia da rifuggire in toto e come non esista alcuna reale motivazione per alzare le mani sui più piccoli, l’idea che schiaffi e sculacciate possiedano una certa valenza pedagogica continua a persistere all’interno dell’universo genitoriale, un po’ per ragioni legate alla convenienza (spiegare le cose ad un bimbo richiede molto più tempo e pazienza) un po’ come movente per l’autoassoluzione di fronte ad una più che comprensibile perdita di pazienza temporanea davanti a capricci insostenibili.

Ciò che non risulta assolutamente comprensibile, né giustificabile, è tuttavia il fatto che esista del personale scolastico pronto a ricorrere a metodi “da caserma” per cercare di lenire e sedare la normale irrequietezza infantile, dato che maestre e maestri risultano appositamente formati e stipendiati per assistere i bambini secondo le migliori metodologie pedagogiche e che non è assolutamente compito loro violare il patto di fiducia che li lega a i genitori degli alunni, andando ad impiegare metodi di insegnamento o di correzione violenti.

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Sottolineando per la milionesima volta come coloro che non si ritengono muniti dell’adeguata pazienza e della corrispondente capacità di comprensione non siano costretti ad intraprendere una carriera professionale a contatto coi bambini, non si spiega il moltiplicarsi di episodi di violenza su minori che da tempo stanno scuotendo la Penisola e che risultano ampiamente documentati da filmati, immagini e doverose indagini da parte delle Forze dell’Ordine.

Ultimo in ordine cronologico, l’episodio svoltosi tra le mura della scuola elementare di Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria, ha visto due maestre perpetrare autentiche minacce e violenze fisiche sugli alunni ed instaurare un autentico regime del terrore nell’edificio, culminato con l’apertura di un’indagine e con la sospensione delle due imputate.

Dopo che numerosi genitori si erano insospettiti di fronte alla presenza di ematomi e segni di violenza fisica sul corpo dei loro bambini, segnalando la cosa alle autorità, la procura della Repubblica aveva aperto un’indagine che ha portato all’identificazione delle due maestre e al recupero di una documentazione visiva in grado di a attestare la fondatezza dei sospetti, con tremendo sgomento da parte dei genitori degli alunni e di tutti coloro che hanno trascorso il loro tempo, tra studi ed evidenze scientifiche,  intenti a chiarire come la violenza sui bambini non possieda mai una reale componente pedagogica, ma un semplice potenziale autoassolutorio legato alle circostanze del momento.

 

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