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Universo Bambini
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Riattaccata la mano al bimbo di Bra, amputato dallo scuolabus

31 ottobre 2016
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Riattaccata la mano al bimbo di Bra, amputato dallo scuolabus

Premesso che nessuno al mondo vorrebbe mai subire un’amputazione e trovarsi privato di un arto a causa di un incidente, se proprio la terribile fatalità deve concretizzarsi e il destino malvagio decide di assumere le rassicuranti sembianze di uno scuolabus, nell’atroce sfortuna resta quantomeno la consolazione di trovarsi in Piemonte, regione ormai assurta a cuore nazionale (e forse addirittura continentale) dei trapianti e delle tecniche chirurgiche più avanzate.

Dopo aver riportato una lunga serie di incredibili successi, l’ultimo dei quali ha visto la sostituzione di un femore danneggiato dal cancro con un omero ampiamente modellato e ricostruito, i geniali medici facenti capo al Regina Margherita di Torino sono riusciti nell’ennesimo capolavoro, andando a riattaccare la mano perduta a quel povero bimbo di soli sei anni assurto, suo malgrado, alla notorietà per aver perso l’arto a causa di un incidente originato dallo scuolabus che avrebbe dovuto riportarlo casa la termine delle lezioni.

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Il piccolo Davide, che aveva visto la sa manina schiacciarsi fatalmente tra il corpo dello scuolabus e la ringhiera, è stato infatti al centro di una maratona chirurgica d’urgenza che ha visto i chirurghi della struttura torinese alternarsi in sala operatoria per nove ore consecutive, nel tentativo di impedire che la gravissima menomazione riportata di traducesse in una disabilità destinata a protrarsi per tutto il resto della vita del bimbo e a compromettere così le sue possibilità di condurre un’esistenza il più “normale possibile”.

Grazie alla maestria dell’equipe medica coinvolta, capitanata dallo specialista Bruno Battiston, il complesso intervento è giunto all’esito sperato all’1,30 di sabato notte, culminando con il reinserimento dell’arto menomato al bambino di Bra e con l’inizio di una lunga prognosi e di un periodo di degenza, che non dovrebbero comunque incidere in modo negativo sull’esito dell’operazione e sulle possibilità di pieno recupero della mano da parte del bambino di Bra.

Reso possibile in virtù di autoinnesti cutanei multipli, l’intervento condotto dai medici torinesi ha mostrato ancora una volta come la struttura piemontese rappresenti ormai l’eccellenza assoluta in termini di trapianti e garantisca nuove speranze persino a coloro che, trovandosi vittime della sfortuna più nera, hanno comunque avuto la “fortuna” di cadere vittime del fato proprio in quel Piemonte ormai divenuto cuore pulsante della chirurgia italiana.

 

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