
Quando ci si riferisce alla pratica nota come obsolescenza programmata, attraverso la quale le case produttrici rendono volutamente inservibili i prodotti hi-tech al fine di spingere il consumatore alla sostituzione, bisogna includere nella vasta casistica anche le strategie commerciali volute da quelle applicazioni, come WhatsApp, ormai considerate come imprescindibili e la cui eventuale scomparsa potrebbe spingere al cambio del telefono, anche se ancora perfettamente funzionante a livello di hardware.
I responsabili di WhtasApp hanno infatti annunciato che il loro servizio non sarà più disponibile sugli smartphone obsoleti e di vecchia generazione e che se i possessori di telefoni un po’ datati vorranno continuare a fruire dell’applicazione, dovranno necessariamente mettere mano al portafoglio e comprare un dispositivo più recente.

Nel dettaglio, i sistemi operativi che non verranno più serviti dall’applicazione sono: BlackBerry (compresa la versione 10), Nokia S40, Nokia Symbian S60, Android 2.1 e 2.2 e Windows Phone 7.1; tutti decisamente datati, ma spesso perfettamente in grado di svolgere le funzioni richieste dall’utente medio di telefonia mobile.
La decisione, annunciata in concomitanza con il settimo compleanno di WhatsApp, è stata motivata da ragioni di tipo tecnico, in base alle quali i dispositivi coinvolti nel processo di rimozione non si troverebbero a possedere caratteristiche funzionali tali da supportare in modo fluente il corretto funzionamento del sistema di messaggistica di proprietà della Facebook Inc.
Chiunque si trovi a possedere uno smartphone non proprio recentissimo e desideri beneficiare ancora dell’applicazione più diffusa al mondo si trova dunque di fronte alla scelta se abbandonare il suo amato telefono o la possibilità di sommergere i suoi contatti con messaggi gratuiti, il tutto, logicamente, in nome di quell’obsolescenza programmata che non conosce più confine né ritegno alcuno.
[adrotate banner=”6″]