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Twitter sotto attacco, allarme per pirateria di Stato

15 dicembre 2015
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Twitter sotto attacco, allarme per pirateria di Stato

Sul fatto che numerosi attacchi hacker condotti ai danni della privacy online godessero di una sorta di “sponsor eccellente”, ormai non vi è più dubbio alcuno e ultimamente la cosa si è fatta tanto manifesta e palese da spingere i responsabili di Twitter a denunciare i pericoli connessi con possibili furti di dati sensibili condotti con il beneplacet di un non meglio identificato Stato nazionale.

Secondo il social network in 140 caratteri, dietro il recente attacco che sta colpendo gli utenti del sito, sotto le spoglie di una mail mandata dallo stesso Twitter, vi sarebbe infatti la volontà di alcuni enti governativi di entrare in possesso di indirizzi, password, informazioni riservate ed altri dati privatida utilizzare per finalità ancora oscure, ma sicuramente non vincolate alle normative vigenti in materia di privacy.

Mentre i responsabili di Twitter si trovano intenti a chiarire la provenienza e la natura dell’attacco hacker, la piattaforma ha deciso di correre ai ripari, andando ad avvisare ogni singolo utente raggiunto dalla mail truffaldina, onde impedire dispersione di dati e possibili rivalse condotte dagli stessi avventori del sito nei confronti dell’azienda che, in teoria, si dovrebbe occupare di garantire loro la privacy online.

Ricalcando le orme di Google e Facebook che pochi anni fa adottarono un’identica misura anti-pirateria, Twitter invita dunque a non aprire messaggi e mail sospetti e a controllare nella casella di posta elettronica l’avvenuta notifica ufficiale da parte del social network, attraverso la quale si attesta che il proprioaccount si torva sotto attacco e si suggerisce di modificare credenziali e informazioni potenzialmente pericolose per la privacy.

Data la vastità e la natura dell’attacco subito, è dunque più che legittimo sospettare che l’opera di pirateria ai danni di Twitter possa essere frutto non dell’azione isolata di qualche hacker in cerca di celebrità, ma di un governo “ostile”, desideroso di spiare i cittadini altrui; anche se, a ben guardare, tutto questo lo si sapeva già dal giorno stesso in cui gli attacchi ala privacy cominciarono.

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