
L’ideazione di internet e di una serie di presunte risposte a qualunque quesito ha generato l’assurda e pericolosa illusione che i consigli del nostro medico fossero tranquillamente rimpiazzabili dallo spettro di risultati offerto da Google e che tutti noi, con un po’ di pazienza ed applicazione, avremmo potuto diventare degli esperti di settore, senza che ci fossimo mai presi la briga di effettuare l’ingresso in un’aula universitaria o di vistare un banale paziente affetto da raffreddore.
Se il deliro da onniscenza e onnipotenza provocato dall’avvento di un supporto tecnologico, forse troppo potente ed esteso per essere davvero compreso, ha lasciato sul campo numerosi martiri della ricerca fai-da-te ed un novero sterminato di vittime delle cosiddette terapie alternative, rigorosamente di tipo “naturale”, è comunque possibile ripensare le nozioni e le applicazioni presenti di internet in chiave medica, non come alternativa alla doverosa visita dal dottore, ma come supporto al monitoraggio di determinate funzioni corporee o come ausilio hi-tech ad una data terapia prescritta.

Ben consci delle potenzialità dello strumento tecnologico e del rapido abbandono del versante legato a lauree in medicina improvvisate, i programmatori di tutto il mondo stanno dando vita ad una serie di app per smartphone piuttosto dettagliate e complesse, utili a lenire e tenere a bada le ansie connesse con una condizione patologica, o semplicemente con quel periodo della gravidanza che si configura spesso come fonte di preoccupazione ad ogni ora del giorno e della notte e che conduce le future mamme a sviluppare ogni sorta di timore possibile ed immaginabile relativo alla salvaguardia del feto e della propria salute.
Dato che, una volta limati gli strati di ipocondria o normale apprensione individuale, le domande più frequenti e gli interessi delle mamme si configurano più o meno simili ad ogni latitudine del globo terrestre, le suddette app non fanno altro che cercare di chiarire i principali dubbi relativi alla salute del feto e di monitorare, per quanto possibile, la salute del bimbo nel grembo materno sulla base di una serie di dati rilevati o forniti dalle stesse gestanti.
Ribandendo come la gravidanza si configuri come la condizione più complessa che accade nella vita di un essere umano e come il fenomeno non sia logicamente riconducibile ad una stringa di codice, per quanto sofisticata, passeremo comunque rapidamente in rassegna le principali app in lingua italiana e in lingua inglese, con la speranza di poter fornire un valido supporto a tute coloro che si trovano alle prese con dubbi ancestrali e che non sanno più a che Santo votarsi per rendere effettivamente dolce quell’attesa così lingua di incognite.
Premesso che, esattamente come accade per le app rivolte alla messaggistica istantanea o alla risoluzione di un puzzle, il livello di apprezzamento rimane profondamente soggettivo e deve incontrare gusti personali in termini di interfaccia, di funzioni e di possibile invadenza, a troneggiare ormai da tempo immemore negli smartphones delle mamme c’è iMamma, applicazione divenuta ormai una sorta di bibbia laica per la gravidanza e scaricata da migliaia di utenti nel nostro Paese con cadenza quotidiana.
Disponibile su Apple Store, iMamma è un’applicazione onnicomprensiva che mira a porsi come una sorta di vademecum universale delle gestanti, andando a fornire informazioni sui più disparati argomenti, aiutando a gestire il ciclo mestruale, mostrando apposite illustrazioni fetali per rendere conto dello sviluppo del bimbo nel corso dei nove mesi, fungendo da registro automatico per il calcolo delle settimane e svolgendo ogni operazione possibile e immaginabile (shopping pre-natale compreso) per facilitare il compito alle mamme e ai loro ginecologi.

Creata con l’ausilio di un’apposita equipe di medici e specialisti, iMamma trova infatti proprio nella vastità delle funzioni proposte e nella semplicità che contraddistingue i prodotti di casa Apple le ragioni di un successo ormai divenuto globale e testimoniato a più riprese da riviste e giornali specifici dal carattere nazionale.
A fianco dell’ormai celeberrima iMamma, forse fin troppo estesa, esiste una gamma di app più specifiche, tra le quali, sta riscuotendo sempre più successo Pregancy Dashboard, particolare applicazione che basa le sue funzionalità sulla presenza di uno strumento denominato contraziometro (sul modello dell’acccelerometro, per intenderci), attraverso il quale è possibile monitorare le fasi finali del lungo percorso, andando a vagliare distanza ed intensità di quelle contrazioni che preludono alla corsa in ospedale (salvo in caso di parto indotto) e di favorire una continua interfaccia con il ginecologo di riferimento, grazie alla possibilità di inviare via mail esiti e dati riguardanti i movimenti fetali.
In caso si desideri andare ad unire una componente meramente “clinica” con una dallo spiccato carattere ludico, Gravidanza Mia e CineMamma consentono, rispettivamente, di trascorrere il tempo in compagnia di divertenti test finalizzati ad indovinare il sesso del nascituro che variano al progredire dello stato interessante e di poter tenere in automatico una sorta di diario fotografico dei nove mesi, comprensivo di seflie ordinati per data e di evoluzioni del pancione in bella mostra.
Molto in voga nel mondo anglosassone ma ancora poco popolare da noi, I’m Expecting rappresenta una sorta di risposta di Google ad iMamma, seppur in veste più limitata, e permette di fugare ogni dubbio in merito allo stato interessante, di tenere il classico diario di bordo, andando a calcolare la data presunta del parto e implementando il tutto con alcune funzioni inedite che consentono ad esempio, la genesi di video ad hoc volti a mostrare lo stato d’avanzamento del feto lungo tutto il percorso.
Disponibile solo in lingua inglese su Google Play, I’m Expecting permette inoltre un accesso immediato e personalizzato ad un apposito forum online sulla gravidanza, all’interno del quale è possibile, non solo scambiare opinioni ed esperienze, ma confrontarsi anche in merito a tutti quei dati che vengono raccolti dalla stessa app durante le fasi di monitoraggio prenatale.
Sempre in lingua inglese, da segnalare inoltre My Pregnancy & Baby Today, app che svolge tutto sommato le stesse funzioni di quelle sopracitate, ma che può avvalersi del supporto e dell’approvazione del Baby Center, forse la massima autorità al mondo in materia di gravidanza, parto ed educazione dei bambini in età prescolare.
Esiste infine un’ampia gamma di app dedicate alla ginnastica di tipo aerobico o allo yoga (Pregnancy Workout Advisory, ad esempio), utili a fare in modo che il doveroso riposo che accompagna la gravidanza non si tramuti in un movente per l’ozio più assoluto e che qualche sessione di ginnastica dolce risulti funzionale al mancato accumulo di chili in eccesso, successivamente difficili da smaltire.
Piuttosto utili e generalmente approvate da buona parte dei ginecologici nostrani, le app per la gravidanza risultano funzionali al mantenimento della serenità, solo a patto che non se ne faccia un abuso tale a favorire l’insorgenza di attacchi d’ansia, che non limitino la vita sociale e che non si sostituiscano mai e per nessuna ragione al parere dell’esperto.
Per impedire che un valido supporto si trasformi in una sorta di dipendenza da notifiche, vibrazioni e segnali acustici, è consigliabile vagliare attentamente la rosa delle possibili candidate e limitare la scelta ad una o due app al massimo, onde impedire di sviluppare quella consueta ansia da applicazione che ci porta ogni due minuti a dubitare della nostra scelta, a voler provare una nuova app e ad installare continuamente nuove funzioni, facendoci così perdere di vista il vero obiettivo dei supporti tecnologici in questione e della gravidanza in senso assoluto.

In caso si desideri ricorrere alle app anche per facilitare la comunicazione con il proprio ginecologo ed evitare telefonate superflue, è importante chiarire da subito al natura del rapporto che ci lega al nostro medico curante e avvertirlo dell’eventualità che dati e rilevazioni anomale condotte a partire dallo smartphone potrebbero venirgli comunicate via mail, di modo da mantenere alta la soglia d’attenzione sulla comunicazione via internet.
Onde evitare di perdersi in un mare di funzioni, spesso piuttosto inutili, è consigliato impostare la propria app di riferimento in base a quelle che sono le specifiche esigenze della fruitrice, di modo che, una persona piuttosto sbadata dovrà premurarsi innanzitutto di programmare il calendario degli appuntamenti ginecologici con tanto di notifica, prima di passare a scandagliare l’applicazione in ogni suo meandro.
Infine, l’invito è quello di accogliere le app per la gravidanza alla stregua di simpatici amici sui quali contare e di non allarmarsi troppo in caso si leggano sui forum risposte sgradite o si ricevano rilevazioni di dati che potrebbero trarre in inganno: per quanto astute e complesse le app possano essere, non sono infatti in un’ultima istanza che stringhe di codice e non potranno mai sostituirsi né alle vostre sensazioni corporee ed emotive, né al parere di chi ha conseguito una vera laurea in medicina lontano dagli schermi dei pc e dalle variegate teorie mediche che popolano la Rete.
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