Scienza e Tecnologia
1

Violati gli account di Zuckerberg, la sua password era “dadada”

7 giugno 2016
450 Visualizzazioni
0 Commenti
2 minutes read
Violati gli account di Zuckerberg, la sua password era “dadada”

L’ideazione di Facebook ha posto l’accento di un mondo iper-connesso sui rischi legati alla privacy e alla protezione dei dati sensibili di fronte a possibili ingerenze esterne e convinto un nutrito numero di utenti della necessità di affidare la sicurezza dei propri contenuti a passwords diversificate e piuttosto complesse da violare, persino a fronte dell’utilizzo di un software dedicato all’hacking.

Nonostante nessuno possa mai davvero considerarsi al sicuro e persino la Nasa debba temere possibili intromissioni nei suoi archivi, fa comunque sorridere il fatto che un gruppo di hacker sia riuscito ad espugnare gli account Twitter e Pinterest del signor Mark Zuckerberg, scoprendo che il fondatore di Facebook impiegava la stessa password su differenti account e che la complessa combinazione alfanumerica alla quale affidava le sue sorti altro non era che la banalissima parolina “dadada”.

zuckergergviolato_emergeilfuturo

Acquistando la preziosissima password all’interno del mercato nero presente nel dark web, un gruppo di hackers denominato OurMine è infatti riuscito a prendere il controllo dei profili Twitter e Pinterest di Zuckerberg e a postare bizzarri messaggi a suo nome, prima che l’inganno venisse svelato e il ceo di Facebook corresse ai ripari davanti alla solenne figuraccia planetaria.

Oltre alla disarmante banalità della password scelta dal guru del web, a metà strada tra il motivetto musicale e la lallazione infantile, fa piuttosto specie che la combinazione fosse stata trafugata anni or sono nel corso della colossale “rapina” operata su LinkedIn e che Zuckerberg si trovasse ad essere tra i pochi utenti al mondo a non resettare la sua password e a non modificare le sue credenziali d’accesso, anche a fronte della scoperta dell’avvenuto attacco hacker.

Come in un contrappasso dantesco, Zuckerberg si trova ora esposto al pubblico ludibrio e molto probabilmente il suo “sacrificio” sull’altare della sicurezza porterà molti utenti a ripensare la loro password e a prendere sul serio le basilari regole di condotta sul web, dato che nessuno è mai completamente al sicuro, nemmeno su Facebook.

 

Altri post che ti potrebbero interessare

Commenti disabilitati

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi