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Salute e Benessere
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Aids: fine dell’epidemia in Australia

12 Luglio 2016
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Aids: fine dell’epidemia in Australia

Mentre l’Oms tenta in ogni modo di fissare una data certa relativa alla scomparsa dell’Aids dal pianeta Terra e l’Europa si trova a convivere con il ritorno in pompa magna di un virus che pareva ormai destinato alle cronache mediche dello scorso millennio, l’Australia può festeggiare il raggiungimento del difficile obiettivo e presentarsi davanti agli occhi di un mondo sempre più confuso in qualità di primo paese industrializzato libero dal virus Hiv.

Benché non ancora scomparso definitivamente dal territorio australiano, il virus dell’Aids è stato infatti soppresso nel 90% dei soggetti colpiti, cessando di essere una reale fonte di contagio e ponendo fine ad un’epidemia decennale che proprio nelle agevoli modalità di diffusione dell’agente patogeno e nelle difficoltà di contrastarne l’espansione aveva trovato terreno fertile.

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Grazie all’impiego di appositi farmaci retrovirali, che consentono di abbattere il potenziale del virus Hiv pur non eliminandolo del tutto dall’organismo ospitante, l’Australia ha così potuto raggiungere quella soglia ottimale, fissata nel sopracitato 90%, oltre la quale l’Oms autorizza a parlare di effettiva sconfitta della patologia e di fine dell’epidemia, dato l’esiguo numero di soggetti ancora muniti di un potenziale contagioso e dato che il trend intrapreso porterà entro breve alla totalità assoluta nel processo di soppressione del virus.

L’obiettivo, che appare ancora decisamente lontano da questa parte dell’emisfero terrestre, è stato raggiunto grazie alla concomitanza di una lunga serie di fattori favorevoli che prevedevano: un numero relativamente basso di soggetti sieropositvi dislocati sul territorio australiano, la capacità da parte delle istituzioni locali di isolare il contagio sul nascere e l’impiego di una vasta gamma di farmaci ad alto potenziale che ha completato un’opera iniziata molto tempo fa attraverso le doverose iniziative rivolte alla prevenzione.


Proprio la prevenzione dal contagio apre essere il fattore cruciale anche in Italia, dato che circa un soggetto contagiato su tre si trova all’oscuro della sua condizione clinica e funge da miccia inconsapevole per l’innesco di nuove epidemie, in grado di farci ripensare il nostro approccio alla medicina in senso assoluto e di spingere i poveri delegati dell’Oms a procrastinare sempre più quell’agognata data in cui il virus Hiv dovrebbe trasformarsi in un lontano ricordo su tutto il pianeta Terra.

 

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