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Bimba nata senza un ventricolo salvata da trapianto innovativo

29 agosto 2016
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Bimba nata senza un ventricolo salvata da trapianto innovativo

Se la maggior parte delle patologie e delle malformazioni cardiache neonatali risulta ampiamente arginabile grazie al ricorso ad interventi risolutivi effettuati in tenera età, esistono purtroppo dei rari casi limite in cui le possibilità di intervento risultano complicate a dismisura dalla presenza di gravissime patologie e dallo scarso livello di tolleranza da parte del piccolo paziente di fronte a tecniche di intervento condotte secondo modalità ascrivibili alla circolazione extracorporea, che prevede la presenza di macchinari atti a sostituire le funzioni vitali del cuore, nel corso di un trapianto totale o della sostituzione di una valvola difettosa.

Caso più disperato che raro, la vicenda che ha avuto per protagonista la piccola Nicole, di sei anni, è recentemente balzata agli onori delle cronache italiane ed internazionali grazie alla sperimentazione di una nuova tecnica, definita come “sequenziale”,  che ha consentito di giungere ad un trapianto integrale di cuore attraverso numerose tappe intermedie che hanno consentito alla piccola di rimanere in vita in attesa della sostituzione finale.

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Nata con un solo ventricolo, la piccola paziente è incappata fin dalla prime fasi della vita in una serie di gravi problematiche cardiache legate la fatto che una porzione di cuore non si è sviluppata a causa del ridotto afflusso sanguigno ed ha così dato origine ad una lunga serie di scompensi cardiaci, potenzialmente fatali in concomitanza con il sopraggiungere di ogni nuova crisi.

Data la rarità di casi analoghi presenti al mondo e la scarsa tolleranza della piccola a terapie piuttosto invasive, i medici facenti capo all‘ospedale Regina Margherita di Torino hanno tentato un approccio “per gradi” alla difficile problematica, andando a mantenere in vita la bimba attraverso l’ausilio di una pompa esterna che ha consentito alla piccola di poter attendere la disponibilità di un cuore nuovo per un lasso di tempo senza paragone nelle cronache mediche e che ha così arginato una situazione precipitata solo pochi mesi fa, quando Nicole era caduta vittima di un ennesimo arresto cardiaco proprio mentre si trovava in attesa di un donatore.

Le modalità di intervento messe in atto dai medici torinesi hanno così consentito di porre rimedio ad una sorta di odissea medica che aveva visto la bimba entrare ed uscire dalle sale operatorie di mezza Italia senza tuttavia trovare mai una soluzione al suo problema cardiaco, talmente raro e anomalo da sfuggire a quell’ampia casistica di problematiche che risultano ad oggi ampiamente arginabili mediante l’ausilio delle più innovative tecniche chirurgiche.

 

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