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Salute e Benessere
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Zika, da un farmaco vermicida la soluzione all’emergenza

30 Agosto 2016
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Zika, da un farmaco vermicida la soluzione all’emergenza

Benché gli effetti del temutissimo virus Zika sulla prole delle donne incinte non abbiano mai trovato un consenso unanime presso la comunità scientifica, è stato sufficiente pronunciare il nome della tremenda zanzara aedes per tenere il mondo con il fiato sospeso per mesi e per giungere addirittura a postulare l’eventualità di assistere a Giochi Olimpici mutilati da defezioni e abbandoni, cosa che fortunatamente non ha avuto luogo grazie al buon senso di medici ed esperti internazionali impegnati a persuadere gli atleti a colpi di statistiche ed evidenze cliniche.

Dato che, nonostante gli sforzi messi in atto proprio in previsione delle Olimpiadi, non è stato ancora possibile dare vita ad un vaccino rivolto alla prevenzione del virus Zika, una soluzione temporanea all’emergenza potrebbe presto giungere da uno studio condotto dalla John Hopkins University che ha mostrato le proprietà presenti in un comune farmaco vermicida, utile a proteggere a prole delle donne incinte dagli eventuali rischi connessi con la supposta malformazione del feto dovuta al morso della zanzara incriminata.

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Andando a testare circa 6 mila preparati farmaceutici su un campione di pazienti affetti dal virus, i ricercatori californiani hanno infatti scoperto le proprietà di un farmaco concepito per eliminare la tenia, la cui azione consentiva di debellare lo Zika senza che, per altro, l’assunzione del medicinale possedesse controindicazioni specifiche per la gravidanza o comportasse un carico di effetti collaterali tali da far preferire il rischio virale a possibili interferenze sulla salute del nascituro.

Il principio attivo noto come Niclosamide si è dunque mostrato al momento come l’arma più efficace per fronteggiare il virus Zika e rappresenta agli occhi della comunità scientifica il punto di partenza per una terapia specifica contro la patologia; terapia che potrà venire ricavata a partire da ulteriori indagini molecolari relative alle reazioni prodotte sull’organismo dal farmaco, prima che la piaga prosegua lontano dai riflettori, dalle evidenze e persino dai Giochi Olimpici ormai divenuti solo un ricordo.

 

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