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Facebook: connessione lenta ai dipendenti per “scopi umanitari”

29 ottobre 2015
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Facebook: connessione lenta ai dipendenti per “scopi umanitari”

Per quanto tutti noi tendiamo a solidarizzare con il prossimo nostro, fingendo di metterci nei suoi panni o di camminare con le sue scarpe (come direbbero gli Indiani d’America), in realtà nessuno di noi indossa vestiti o scarpe altrui, fatta eccezioni per i dipendenti di Facebook, costretti da Zuckerberg ad un insolito esperimento sociologico.

Al fine di portare i suoi dipendenti a testare le effettive condizioni della connessione Internet presente ai più disparati angoli del mondo, Facebook ha infatti proposto ai suoi lavoratori a lavorare secondo modalità a dir poco approssimative, andando a rallentare di proposito il normale segnale attraverso il quale si struttura la Rete.

Tolto il versante relativo alla tortura psicologica e la mobbing celato, l’esperimento di Facebook ha portato un numero selezionato di dipendenti dell’azienda a navigare secondo le obsolete modalità 2g attualmente presenti nei cosiddetti “paesi emergenti” (come India o Kenya) al fine di generare una sorta di immedesimazione necessaria a risolvere le problematiche legate alla connettività in aree del pianeta che potrebbero presto trasformarsi in un ampio mercato ancora vergine.

Pur trovandosi l’esperienza di navigazione ultra-lenta ad essere facoltativa, secondo uno schema che propone al “fortunato” dipendente la scelta tra la connessione normale o il 2G (Facebook Lite), l’azienda ha vivamente consigliato l’adozione dello strumento per qualche giorno e sollecitato i suoi lavoratori ad aderire al progetto dal quale passano, secondo le intenzioni di Zuckerberg, buona parte dei destini di Facebook in Africa o in Oriente.

In un mondo sempre più globale che vedrà l’anno prossimo anche le zone remote dell’Africa subsahariana arricchirsi di nuova connettività, grazie al satellite lanciato dallo stesso Zuckerberg, lapresenza di connessioni piuttosto lente e obsolete alle a quali fanno riferimento milioni di utentirappresenta una problematica di primo livello per l’azienda, costretta suo mal grado a mettersi davvero nei panni e a camminare con le scarpe di chi vorrebbe accedere al sito più celermente, anche se solo per scelta interna.

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