
Dando ormai per scontato che la rivoluzione social in atto ha dato il diritto (e spesso il dovere) di parola a chiunque e che un numero impressionante di utenti si è sorpreso a possedere un intero universo da esprimere dentro di sé, per molti, l‘approccio con la parola scritta resta uno scoglio difficile da superare e numerosi pensieri rischiano di infrangersi contro la barriera di un refuso o contro quell’attribuzione di colpe al T9 ormai diventata una costante della vita online.
Non molto tempo fa, Facebook aveva agevolmente compreso come risultasse più semplice concedere ai suoi iscritti la possibilità di cimentarsi con dirette streaming, che consentissero l’espressione di pensieri e stati d’animo in tempo reale, piuttosto che tentare l’alfabetizzazione forzata di tutti coloro che, fino al giorno prima, si erano cimentati solo con al scrittura della lista della spesa e spesso con esiti catastrofici.

Perfettamente riuscito l’esperimento, il gruppo aziendale facente capo a Marc Zuckerberg intende ora replicare la stessa strategia su Instagram, consentendo l’approdo delle dirette streaming sulla sezione “stories” del sito, seppur con una breve differita pari a 3 secondi, utile ad impedire la genesi di messaggi inneggianti all’odio o comunque sconvenienti per la credibilità della piattaforma.
La rivoluzione, al via anche in Italia, consentirà a tutti gli utenti di programmare, annunciare e realizzare brevi filmati in diretta streaming semplicemente scorrendo l’icona fotocamera e selezionando la modalità “live” che consente la registrazione del suddetto video, in differita di tre secondi, e la seguente autoeliminazione del contenuto in modo spontaneo, una volta terminato il messaggio o ripreso il soggetto che si voleva mostrare al mondo.
Dato che Instagram nasce come luogo di incontro dedicato a tutti coloro che cercano un po’ di tranquillità di fronte alla preponderanza della parola, sia essa scritta o orale, l’applicazione concederà comunque ai suoi fruitori la possibilità di ignorare completamente le altrui dirette streaming, semplicemente andando a selezionare il profilo del nostro contatto troppo molesto e barrando l’opzione che consente di non vedere le sue trasmissioni in diretta.
Già testata con successo in altre parti del mondo, l’opzione può approdare in Italia forte di cifre che parlano di un numero medio di fruitori pari a 150 milioni di unità e contribuire così ad ampliare a dismisura quel democratico diritto di parola che sta sempre più assumendo i connotati di un autentico dovere.
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