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Salute e Benessere
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Una donna su dieci avverte dolore durante i rapporti sessuali

27 gennaio 2017
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Una donna su dieci avverte dolore durante i rapporti sessuali

Quasi tutte le tipologie di piacere sensoriale che proviamo nel corso della nostra vita si accompagnano ad una velata forma di dolore, di modo che, ad esempio, ad un’abbuffata del nostro piatto preferito consegue in modo quasi necessario una sorta di indigestione attraverso la quale il nostro organismo ci lancia segnali relativi alla sua salvaguardia e ci intima a moderare i nostri appetiti al fine di non rendere fatale il processo di autogratificazione fisica e mentale.

Se tradizionalmente si ritiene che il sesso risulti l’unica attività umana esente dall’aurea regola, un recente studio ha mostrato come il dolore fisico durante i rapporti stia sempre più diventando la costante per la sfera femminile dell’amore, alle prese con problematiche di svariata natura che rendono la piacevole unione alla stregua di un doloroso cammino verso l’estasi dei sensi.

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Secondo una ricerca inglese pubblicata su Bjog: An International Journal of Obstetrics and Gynaecology, una donna su dieci proverebbe dolore durante il rapporto sessuale e la problematica andrebbe ad assumere addirittura una natura preventiva per una rilevante porzione del campione statistico censito, portando i centri cerebrali deputati alla ricezione del dolore ad attivarsi prima che l’atto abbia effettivamente luogo e impedendo così lo svolgimento di una normale vita di coppia sotto le lenzuola.

Analizzando un campione statistico pari a 7 mila donne, i medici inglesi hanno infatti potuto riscontrare una persistenza della sensazione di dolore durante, dopo e prima dei rapporti che cresceva di intensità e frequenza nelle due forbici anagrafiche rappresentate dalle ragazze di età compresa tra i 18 e i 24 anni e tra le donne in menopausa, categoria in cui il male fisico avvertito raggiungeva picchi statistici pari al 40%, diventando quasi la norma più assoluta della vita sessuale nel corso della cosiddetta terza età.

Alla base del fenomeno, secondo gli autori dello studio vi sarebbe una pluralità di cause non riconducibili ad una singola radice ed in grado di comprendere moventi squisitamente fisici, come una malattia venerea contratta in modo inconsapevole, e motivazioni di natura psicologica che portano alla somatizazione della percezione di un dolore solo simulato o immaginato.

Per impedire che la problematica si trasformi in deterrente per la vita sentimentale e sessuale delle donne, i ricercatori consigliano alle vittime del dolore di sottoporsi ad accurati controlli, atti a stabilire la causa precisa del fenomeno e restituire alla vita sessuale la natura di eccezione rispetto a quel retrogusto di dolore che adombra numerosi piaceri nel corso della nostra vita.

 

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