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Salute e Benessere
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“Orgasmi terapeutici” alle pazienti, medico condannato

27 Febbraio 2017
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“Orgasmi terapeutici” alle pazienti, medico condannato

Non vi è dubbio alcuno che l’attività sessuale rappresenti spesso una soluzione ai mali della vita e che un sano rapporto sessuale possieda una certa valenza terapeutica sull’organismo umano, favorendo il rilascio di una serie di ormoni e neurotrasmettitori, come l’ossitocina, l’adrenalina e la serotonina, dai quali dipende in modo diretto, non solo uno stato di benessere ed euforia generale, ma anche la possibilità che la muscolatura liscia degli organi interni svolga le proprie funzioni senza troppi intoppi.

Tutto questo ovviamente, vale solo qualora l’orgasmo risulti alla stregua di una sorta di apice del rapporto erotico-sentimentale e non autorizza, sempre ovviamente, medici e sedicenti tali a molestare le proprie pazienti con la scura che il “piacere” somministrato coattamente in sede ospedaliera rappresenti davvero una tecnica curativa.

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Millantando presunte doti da guaritore e altrettanto presunte conoscenze relative a fantomatiche tecniche “già testate con successo Oltreoceano” un medico di Padova era infatti solito sottoporre le proprie pazienti ad una serie di “orgasmi terapeutici”, compiendo veri e propri abusi sulla malcapitate all’interno del suo studio medico, con tanto di luci soffuse e atmosfera da filmetto erotico a fare da contorno alla particolare visita medica.

Inizialmente perplesse e successivamente turbate dall’esperienza, alcune pazienti hanno deciso di rivolgersi all’autorità giudiziaria, sospettando a ragione di essere state ingannate dal medico e convinte, al passare del tempo, di essere state vittime di autentiche molestie sessuali, spintesi fino alla vera e propria violenza, in parte assimilabile al reato di stupro.

Venuta alla luce nel corso del 2006, la vicenda si è ora conclusa con la condanna del medico padovano, facente capo all’Unità di Endocrinochirurgia e Senologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e professore associato alla facoltà di Medicina, a 4 mesi e 2 anni di carcere, tempo in cui potrà riflettere ampiamente sulle facoltà terapeutiche dell’attività sessuale e sperare che nessuno in futuro riservi a lui la stessa gioiosa premura riservata alle malcapitate pazienti.

 

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