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Meningite, grave bambino di 4 anni vaccinato nel 2013

19 dicembre 2016
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Meningite, grave bambino di 4 anni vaccinato nel 2013

Per quanto rappresentino effettivamente l’unica arma in grado di scongiurare la contrazione di una determinata patologia virale o batterica, i vaccini portano logicamente in dote la remotissima possibilità che l’organismo non produca la risposta immunitaria auspicata e possa, in caso di contatto fortuito con il microrganismo implicato, venire contagiato dalla medesima patologia che si riteneva bandita per sempre attraverso il ricorso alla misura profilattica.

Il funzionamento dei vaccini si basa cioè sulla possibilità che l’organismo umano riconosca, debelli e tenga memoria della minaccia inoculata, secondo un processo che possiede differenti gradi di sicurezza e copertura in base alla tipologia del vaccino iniettato, consentendo un livello di protezione quasi assoluto per quanto riguarda, ad esempio, al poliomielite e uno, purtroppo, ancora lontano dalla perfezione assoluta in ambito di meningite; patologia che trae origine da svariate classi batteriche e da un’azione piuttosto subdola e complessa esercitata dagli agenti patogeni coinvolti nei confronti nel processo infettivo.

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Non stupisce più di tanto dunque che, a fronte di decine di migliaia di vite salvate dalle vaccinazioni di massa contro il meningococco b che hanno tenuto banco in Toscana dall’origine dell’epidemia, possa verificarsi qualche tragico caso isolato di soggetto contagiato anche se vaccinato, come avvenuto nel corso delle scorse ore, quando un bambino di 4 anni è stato ricoverato d’urgenza a causa della meningite nonostante il vaccino fosse stato introdotto nel suo corpo nel corso del 2013.

Ricoverato presso l’Ospedale Mayer, il bambino ha contratto l’infezione ad una festicciola organizzata presso la sua scuola materna, dove il continuo scambio di saliva tra i bimbi ha favorito l’interscambio degli agenti patogeni e l’ingresso del diabolico batterio nel corpo del piccino, con conseguente contrazione della patologia e ritardo nella diagnosi originato proprio dalla sicurezza trasmessa ai genitori dalla vaccinazione effettuata tre anni fa.

Mentre il piccolo lotta ora contro la terribile minaccia, le istituzioni regionali hanno voluto fornire una sorta di prontuario da accompagnare alla vaccinazione, sottolineando come, anche a fronte di una copertura quasi completa, permanga sempre una sottile area di rischio che deve indurre i casi sospetti in direzione di un rapido controllo, dato che, purtroppo, non tutti i sistemi immunitari presenti sul pianeta Terra riescono a sviluppare le medesime reazioni di fronte all’introduzione di un vaccino nell’organismo.

 

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