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La boa ad energia solare che rigenera le acque

21 gennaio 2015
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La boa ad energia solare che rigenera le acque

Una delle prime cose che apprendiamo non appena ci cimentiamo con i nostri con i nostri primi passi e con i primi giochi, è che alla facilità con cui sporchiamo il mondo circostante non corrisponde mai un’equivalente semplicità nel momento di ripulire e di rimuovere il lordume imprudentemente depositato.

Se ripulire i danni provocati da un bambino alla scoperta del mondo può essere un’impresa dalla portata tutto sommato limitata, quando si tratta di porre rimedio ai danni prodotti da un intero genere umano che in materia di rifiuti si comporta esattamente alla stregua di un infante, le soluzioni sono difficilmente a portata di mano, soprattutto in materia di corsi acquatici, per loro stessa natura portati ad assorbire tutto viene gettato nel loro alveo.

Uno studente proveniente dall’Argentina, paese nel quale l’acqua ricopre un ruolo essenziale, pare tuttavia aver avuto una trovata in grado di rivoluzionare l’approccio alle pulizie marittime e fluviali, mediante l’ideazione di particolari boe “fotovoltaiche” che consentono di apportare ossigeno alle acque martoriate sfruttando una componente solare che in sud America certamente non manca.

Il progetto messo in campo da tale Sebastian Zanetti e premiato al Congreso Internacional Solar Cities di Buenos Aires si basa sulla costruzione di particolari boe solari che sfruttano l’azione di tre pompe subacquee, alimentate dall’azione dei pannelli di tipo fotovoltaico montati sulla cima del dispositivo, per depurare le acque fluviali senza comportare alcun impiego di energia elettrica o spreco di carburante.

Il principio alla base del funzionamento delle boe si basa sull’assunto che le acque inquinate possiedano una naturale tendenza a rigenerarsi e ad eliminare le scorie in eccesso qualora la loro superficie entri in contatto con un surplus di ossigeno e proprio in quest’ottica agisce la boa solare che produce un aumento del contatto diretto tra aria e acqua sfruttando l’azione congiunta di pompe e sole.

La novità proveniente da Buenos Aires non è che l’ultima, in ordine cronologico, di una serie di piccole invenzioni volte a consentire il ripristino di un’eco-sistema martoriato da anni di incuria e scarichi industriali, generati dall’infantile incosapevolezza i base alla quale pulire non dev’essere poi un’impresa tanto complicata.

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