
Se da un punto di vista strettamente biologico i generi che definiscono le differenze sessuali delle specie presenti sul pianeta Terra sono sostanzialmente due (salvo in caso di esseri in grado di riprodursi senza il ricorso a gameti maschili e femminili), osservando la questione da una prospettiva sociale, culturale e antropologica, lo spettro delle identità di genere pare allargarsi di pari passo con la caduta di remore e pregiudizi morali.
Dopo essere incappato nelle ire di tutti coloro che si trovavano in possesso di una rossa chioma e di caratteristiche fisiche di tipo celtico, per la mancata inclusione nel novero delle nuove emoticon,Facebook ha deciso di votarsi alla più solenne cautela in ambito di identità di genere, includendo tra le opzioni selezionabili tutte le differenze possibili e immaginabili in materia di differenze sessualie pronomi personali da impiegare all’interno del social network.
L’opzione che consente ad ogni singolo utente di specificare identità e orientamento sessuale ha già fatto il suo gradito esordio negli Stati Uniti e sta per sbarcare anche in Italia durante queste ore, quando i fruitori nostrani della piattaforma potranno sbizzarrirsi nella ricerca di categorie identificative atte a definire alla perfezione la propria identità, sia essa riconducibile ai classici generi maschili e femminili, oppure legata ad orientamenti di tipo omosessuale o transgender.
Le categorie selezionabili da chiunque si trovi in possesso di un profillo Facebook saranno ben dieci e la scelta è stata operata per fare leva sui sentimenti della nutrita comunità LGBT nostrana, di modo da rendere il sito “friendly” e inclusivo anche per tute quelle minoranze che non si sentono rappresentate dalla normale suddivisione presente in origine su Facebook.
La scelta è figlia, oltre che di una sapiente politica di marketing, anche di una lunga collaborazione tra i responsabili di Facebook Italia e l’Arcigay, associazione alla quale i gestori del social network si sono rivolti in cerca di delucidazioni ed esatta terminologia da impiegare per non urtare l’altrui sensibilità o cadere in solenni gaffe, simili a quella sopracitata che aveva accompagnato l’introduzione di emoticon e faccine multi-etniche e multi-culturali.
In un mondo dove il rispetto della differenza ha cessato di essere un semplice fattore legato alla tollerenza e al senso civico per trasformarsi in una colossale fonte di introiti, non vi è dubbio che la trovata di Facebook sia destinata a fare proseliti e ad ampliare lo spettro di quelle differenze biologiche che regolano la vita sul pianeta terra in direzione di una libertà individuale ignota agli esseri non dotati di facoltà intellettive adeguate a percepirla.
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