
Partendo dall’assunto base della fisica moderna, in base al quale “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, si è recentemente riusciti a giungere a sistemi di riconversione energetica che sfruttano componenti organiche per alimentare fonti di energia elettrica, da destinare ai comuni utilizzi domestici e industriali, senza che neanche una goccia di petrolio venga arsa.
Dopo le toilette eco-sostenibili realizzate nel Regno Unito, un gruppo di ricercatori facenti capo alla Binghamton University di New York, capitanato da Seokheun “Sean” Choi, è nuovamente riuscito a spostare l’asticella relativa alla possibilità di generare energia pulita a costo zero, grazie all’ideazione di Origami, particolare batteria ripiegabile che si alimenta di comunissima acqua sporca.
Facendo leva sulla capacità di alcuni batteri di produrre energia durante il processo di metabolizzazione di acque sporche (esattamente come accade per le sopracitate toilette in grado di alimentare lampadine), gli scienziati nipppo-americani sono riusciti a dare vita ad un abilesistema tascabile che consente non solo la riconversione dell’energia prodotta dai microorganismi, ma addirittura il suo accumulo all’interno di un particolare batteria, munta di anodo e catodo
In sostanza, la batteria Origami si compone di un catodo cartaceo, sul quale viene spruzzato del nichel e di un anodo che viene irrorato di una particolarevernice al carbonio; così facendo si riesce dare luogo ad una serie di reazioni chimiche che consente il passaggio dell’energia prodotta dai batteri alle prese con l’acqua sporca lungo il corpo della batteria e la conseguente possibilità di mantenere l’energia tra i due poli, al fine di impiegarla quando necessario.
Palesemente ispirata all’arte giapponese degli origami, la batteria ripiegabile ideata dagli scienziati di New York rappresenta un’ottima soluzione finalizzata all’accumulo di energia laddove reperire fonti di approvvigionamento risulta spesso difficile e la testimonianza diretta di come sia effettivamente possibile impiegare materiali di scarto (in questo caso l’acqua sporca) per giungere alla creazione di fonte energetiche di tipo pulito ed esco-sostenibile.
La genialità della scoperta non sta tanto nella concezione del dispositivo, quanto nell’ottimizzazione di quei processo, di recente scoperta, che vede in varie classi di batteri dei preziosi alla riconversione energetica e nella loro azione la prova tangibile di quanto, di fatto, nulla si crei, nulla si distrugga, ma tutto si trasformi; possibilmente a nostro uso e consumo.