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Inaugurato in California un mega impianto solare pubblico

12 Febbraio 2015
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Inaugurato in California un mega impianto solare pubblico

Con l’intento di scovare, stanare e sconfiggere la criminalità organizzata, Giovanni Falcone sosteneva che il modo più efficace per giungere a risultati certi in tempi brevi fosse quello di seguire la scia lasciata dal denaro, dal momento che spostamenti di ingenti capitali lasciavano spesso presagire l’avvento di investimenti di natura illecita.

Oltre ad essere verissimo in ambito di mafie e malaffari, l’assunto di Falcone è ormai diventato un sistema pressoché infallibile per individuare tendenze e spostamenti sui mercati internazionali; il recente investimento messo in campo da Apple per aggiudicarsi quote di First Solar non poteva che lasciava presagire un’immediata esplosione del settore legato al foto-voltaico in California e così è puntualmente avvenuto.

A poche ore dell’ingresso della Mela nel mondo del fotovoltaico ecco dunque spuntare in California uno dei più gradi impianti alimentati ad energia solare del mondo; inaugurato alla presenza del Ministro degli Interni Sally Jewell, il Desert Sunlight Solar Farm sorge su un’area di proprietà pubblica e mira ad illuminare la bellezza di 160 mila abitazioni private.

Ideato per far fronte ad una crisi energetica che si preannuncia sempre più dura in concomitanza con l’apertura dei fronti ucraini e mediorientali, il mega impianto solare sorto in California rappresenta il più cospicuo investimento pubblico americano mai realizzato in materia di energie rinnovabili e punta a sfruttare il sole della California per garantire al paese un’embrionale indipendenza da petrolio ed energia nucleare sulla scia di un rinnovato interesse governativo per un settore ancora, in parte, inesplorato.

A seguito dell’entusiasmo legato all’inaugurazione del Desert Sunlight Solar Farm, il redivivo governatore della California Jerry Brown, tornato in auge di dopo quasi un trentennio di oblio, harecentemente annunciato un piano di investimenti finalizzato alla produzione energetica, pari al 50% di quella impiegata sul territorio, proveniente da fonti rinnovabili ed eco-sostenibili entro l’”anno zero” fissato per il 2030.

Con la speranza che anche l’Europa possa presto cedere alle lusinghe del fotovoltaico e seguire (per una volta) l’esempio americano, non resta che complimentarsi con lo Stato della California e con tutti coloro che avevano da tempo compreso che, per capire in che direzione stia effettivamente andando il mondo, basta seguire quell’inconfondibile scia di denaro lasciata dai capitali internazionali.