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YouTube e Facebook uniti per battere l’Isis

28 giugno 2016
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YouTube e Facebook uniti per battere l’Isis

Un po’ passata in sordina nell’universo mediatico nostrano, la guerra contro il sedicente Stato islamico è ancora ben lungi dal vedere la sua conclusione e probabilmente il terrore dell’Isis continuerà a mietere martiri e vittime fino a quando i reclutatori del Califfato avranno facile accesso a piattaforme online, come Facebook e YouTube, dalle quali dare il via ad un’opera di indottrinamento su scala globale.

A finaco dei bombardamenti (dalla dubbia efficacia) e delle azioni condotte dalle truppe di terra, una possibile battuta di arresto per le milizie dell’isis potrebbe venire proprio da Facebook e YouTube, volenterosi di arrestare sul nascere la diffusione virale del terrore mediante una doverosa opera di censura volta ad eliminare ogni contenuto postato sulle due piattaforme in cui vi sia traccia di incitamento all’odio, al martirio o in cui si celebrino i presunti trionfi dello Stato Islamico in Siria ed Iraq.

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Se fino ad oggi erano stati gli hackers facenti capo ad Anonymous e i singoli utenti a mobilitarsi contro il terrore in Rete, pare infatti che Facebook e YouTube stiano mettendo a punto un software in grado di riconoscere ed eliminare video sospetti prima della loro diffusione, sul modello dell’omologo algoritmo ideato da Google per rimuovere contenuti protetti da copyright.

A dare la sveglia ad un universo mediatico che ha tollerato fin troppo a lungo la diffusione di messaggi incitanti all’odio e al suicidio è stata una recente campagna condotta dalla stessa Isis contro i responsabili delle principali piattaforme online, mostrati avvolti dalle fiamme come solenne segno dell’avvenuta dichiarazione di guerra a quel mondo occidentale nel quale in realtà in Califfato vive e prospera serenamente, ma che viene dipinto per ragioni di propaganda come il nemico da eliminare.

In caso il software ideato da Facebook e YouTube dovesse vedere la luce in tempi brevi, le possibilità di reclutamento di nuovi martiri e soldati dell’Isis verrebbero rapidamente azzerate e cesserebbero sul nascere le polemiche che vedono i sostenitori della privacy a tutti i costi opporsi a quelli della sicurezza nazionale in materia di censura online, dato che il software in questione andrebbe a rimuovere in modo automatico contenuti indecorosi senza il bisogno di sorvegliare milioni di utenti, andando ad impedire con una stringa di codice quel facile accesso alle piattaforme online che rende la guerra al terrore ancora ben lungi dal trovare la sua naturale conclusione.

 

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