
Se da un punto di vista legato all’ecosistema e all’equilibrio del cosmo, l’estinzione di una qualunque specie animale è in grado di produrre danni immensi al Pianeta e di condurre in direzione di una serie di reazioni a catena potenzialmente devastanti, non vi è dubbio alcuno che, osservando la questione da un punto di vista strettamente umano, la potenziale scomparsa del leopardo delle nevi ci susciti molto più dispiacere di quella ipotetica legata a zanzare e scarafaggi.
Ritenuto a ragione una delle specie viventi più belle e maestose presenti sulla Terra, il leopardo delle nevi, grosso felino originario delle zone montane del Tibet, si troverebbe infatti a rischio di estinzione a causa di quella serie di agenti inquinanti ad effetto serra che hanno condotto in direzione dell’aumento medio di temperatura su scala globale e del conseguente sconvolgimento dei micro-ecosistemi dislocati alle più disparate latitudini.
Secondo quanto sostengono i ricercatori facenti capo all’associazione ambientalista WWF, i 4 mila esemplari di leopardo delle nevi attualmente presenti sulla Terra si troverebbero a rischio di estinzione proprio a causa di quel medesimo fenomeno, definito come riscaldamento globale, che ha prodotto lo scioglimento dei ghiacciai collocati sulle vette tibetane e la conseguente distruzione dell’ambiente naturale in cui vivono e proliferano i felini asiatici.
Secondo Rishi Kumar Sharm, ricercatore del WWF che ha dedicato la sua vita allo studio dei “fantasmi di montagna”, così definiti per il loro manto candido, lapenuria di risorse idriche provocata dalla diminuzione di estensioni dei ghiacciai avrebbe giù condotto in direzione della genesi di aumentate difficoltà di sopravvivenza per i leopardi tibetani, costretti a migrare per reperire acqua e per ricercare climi più datti alle loro naturali condizioni.
A meno di un cambio repentino nei regolamenti che limitano (o dovrebbero limitare) il numero di emissioni di Co2 nei cieli, pare dunque che il parabola del leopardo di montagna si avvii verso un triste declino e che la sua eventuale estinzione sia destinata a produrre imprevedibili reazioni a catena in tutto il territorio circostante, rivelandosi una tragedia persino se si osserva la questione de un punto di vista squisitamente umano.
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