
Quasi in base ad un particolare legge di natura, ogni generazione crede che l’epoca in cui vive sia quella maggiormente densa di motivi di interesse artistici e culturali e reputa, per tanto, che la propria giovinezza si sia sviluppata in concomitanza con una sorta di “età dell’oro†destinata in seguito a tramontare per colpa della generazione successiva.
Senza nulla togliere a preferenze e inclinazioni generazionali, il mondo dei videogiochi un’età dell’oro l’ha conosciuta davvero nel corso dei primi anni ’80, quando i primi embrionali dispositivi domesticie le rapide innovazioni tecnologiche trasformarono un passatempo considerato “di nicchia†in una febbre planetaria dalla quale nessuno voleva più sentirsi escluso.
Grazie all’avvento di tecnologie e sistemi di connessione sempre più evoluti, risulta oggi possibile tornare con pollici e memoria all’era segnata dall’indimenticato Commodore 64 e dai numerosi titoli che hanno popolato l’immaginario giovanile di un’intera generazione ,cresciuta con il mito del progresso e la fiducia verso il futuro.
Il Commodre 64 è infatti recentemente resuscitato in forma di smartphone, grazie all’ideazione di un dispositivo che ha riportato in vita lo storico logo, scomparso nel 1994 di fronte all’avanzata delle moderne console per videogiochi e che riaffiora oggi con tutto il suo bagaglio di titoli e videogiochi, seppur sotto sembianze decisamente imprevedibili all’epoca del lancio del celeberrimo computer.
Grazie all’intuizione e alla passione di due italiani, Massimo Canigiani e Carlo Scattolini, il marchioCommodore Business Machine Limited è stato infatti depositato in Gran Bretagna e la costituzione di una nuova società incentrata sullo storico simbolo ha rapidamente dato origine al dispositivo Smartphone Pet, telefono cellulare di ottima qualità che, tra le sue numerose caratteristiche, può vantare la presenza di un emulatore semi-ufficiale del computer concepito agli inizi degli anni’80.
In attesa del lancio del dispositivo ideato per celebrare al meglio i trent’anni del marchio Amiga, le prime voci parlano di un prezzo che si aggira introno ai 275 euro per la versione da 16 Gb di memoria e di 330 per la variante, da 32 GB, misure entrambi abbordabili se si considera che il telefono pare concepito secondo criteri produttivi di ottima fattura (a prescindere dall’emulatore) e che l’idea di poter compiere un balzo all’indietro per spiare mode e tendenze tipiche della generazione precedente non ha prezzo.
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