Scienza e Tecnologia
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Zuckerberg difende la sua privacy con il nastro adesivo

23 giugno 2016
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Zuckerberg difende la sua privacy con il nastro adesivo

Per quanto virus, spyware e malware possano terrorizzarci a morte e farci temere per la possibile perdita di materiale sensibile che dovrebbe trovarsi coperto dal massimo segreto, nulla ci spaventa quanto l’eventualità (piuttosto remota) che qualcuno si impossessi del controllo della nostra webcam e che utilizzi il nostro pc come porta di ingresso per spiare e riprendere ogni nostro movimento.

Se rientrate nel novero di coloro che si trovano ossessionati dalla privacy fino al punto di coprire il foro di uscita della webcam con del nastro adesivo e temete di venire derisi per l’eccessiva precauzione, probabilmente vi farà piacere sapere che anche Marc Zuckerberg è vittima di identici timori e adotta identiche contromisure, anche a fronte della logica disponibilità economica che gli consente di cambiare computer e software antivirus con la stessa frequenza con cui un comune mortale si cambia i calzini.

zuckerbergnastroadesivo_emergeilfuturo

Felice come una Pasqua per aver raggiunto la soglia dei 500 milioni di utenti su Instagram, piattaforma appartenente alla Facebook Inc., il piccolo genio del web si è infatti scattato un selfie dall’interno del suo studio, dove faceva bella mostra si sé un pezzetto di nastro adesivo incollato sulla webcam del suo computer, perfettamente visibile poco dietro al sorriso smagliante che occupava i tre quarti della foto.

Identica precauzione è stata adotta nei confronti del microfono, anche se qualcuno ritiene che il piccolo segmento nero possa essere un plug-in di tipo fisico, mentre la schermata presente sul pc di Zuckerber ha rivelato al modo come il suo client preferito di posta elettronica sia Thunderbird, evidentemente considerato più sicuro rispetto alla concorrenza.

Se si considera che poco tempo fa le passwords del fondatore di Facebook erano state vendute nel deep web e che si è scoperta la loro semplicità di ideazione, fa piuttosto sorridere la contromisura analogica adottata da Zuckerberg per proteggersi dai pirati, anche se l’ossessione relativa alla webcam risulta tanto marcata da spingere milioni di internauti in direzione di un’analoga soluzione.

 

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