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Scienza e Tecnologia
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Telescopio russo capta un segnale anomalo nello Spazio

31 Agosto 2016
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Telescopio russo capta un segnale anomalo nello Spazio

Se il mondo della matematica e delle scienze di tipo fisico si trova da sempre alla ricerca di una sorta di armonia perenne, in grado di ridurre la realtà a leggi ben precise ed universali, l’animo umano tende, soprattutto in ambito astronomico, a ricercare anomalie nel Cosmo tali da poter lasciare la mente libera di immaginare l’esistenza di altre civiltà e forme di vita, collocate ben oltre il nostro ridotto punto d’osservazione.

Ben lungi dal rappresentare la prova dell’esistenza di una civiltà aliena o della volontà di qualche specie extraterrestre di mettersi in contatto con noi, l’anomalia captata dal telescopio russo Ratan-600 di Zelenchukskaya si è comunque trasformata nel movente ideale per dare libero sfogo all’immaginazione e per riaprire l’eterno dibattito circa la possibilità d scorgere nell’Universo segnali in grado di denotare la presenza di civiltà differenti dalla nostra.

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Nel corso di un’esplorazione condotta durante il mese di maggio del 2015, il telescopio russo avrebbe infatti captato una sorta di segnale anomalo proveniente dalla stella HD 164595, di dimensioni simili al Sole, nei cui pressi gravita un pianeta dotato di estensione paragonabile a quella di Urano ,che si troverebbe ad essere l’artefice del segnale anomalo in grado di incuriosire i ricercatori russi e tutti gli astrofisici del mondo.

Reso noto solo nei giorni scorsi, il misterioso segnale si trova ora al vaglio del Seti (Search for Extraterrestral Intellignece), massimo ente americano in materia di ricerca extraterrestre, che sta esaminando l’anomalia con l’intento di stabilire se il segnale captato risulti effettivamente ascrivibile all’azione prodotta da qualche forma di vita intelligente desiderosa di farsi riconoscere o se non sia invece (cosa infinitamente più probabile) il prodotto di qualche strana azione di tipo gravitazionale, confusa per con un autentico segnale per via dell’ingente distanza dalla terra, apri a circa 95 anni luce.

Mente gli stessi ricercatori raffreddano i bollenti spiriti e ammantano la loro scoperta con una patina di scetticismo, l’umanità potrà comunque sognare per qualche tempo di aver finalmente scorto quella solenne anomalia nel firmamento atta a mettere in crisi un modello teorico tanto lineare e universale, quanto laconicamente solitario in un mondo che si nutre di immaginazione.

 

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