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Il latte materno è una “coperta” fondamentale per le difese immunitarie

18 ottobre 2016
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Il latte materno è  una “coperta” fondamentale per le difese immunitarie

La nostra possibilità di digerire (o non digerire) un determinato alimento e di godere di un sistema immunitario forte ed efficiente dipendono quasi integralmente dal complesso equilibrio batterico che si stabilisce nel nostro intestino, dato che, in assenza delle milioni di colonie batteriche che si annidano nel nostro tratto digerente, ci sarebbe completamente impossibile scomporre a dovere una sola molecola di cibo ingurgitata o far fronte ad una qualunque infezione contratta.

Se tutti gli esseri viventi possiedono al loro interno le suddette colonie di batteri “amici”, fanno eccezione i bambini ancora inseriti dell’utero materno; uniche creature a trovarsi interamente sterili e a necessitare di un organismo più complesso, quello della madre, la cui funzione è quella di predigerire il nutrimento e di trasferirlo loro solo quando risulta pienamente assimilabile.

latte materno coperta

Trovandosi le prime colonie batteriche a formarsi nelle fasi immediatamente successive al parto, è fondamentale che la qualità del primo nettare ingerito risulti eccellente ed è proprio per questa ragione che il latte materno si trova ad essere l’unico nutrimento auspicabile per almeno tre giorni di vita, dato che ogni forma di surrogato si troverebbe ad essere “spuria” e non in grado di contribuire alla creazione di quelle colonie batteriche utili alla corretta digestione e al funzionamento del sistema immunitario.

A confermare un’evidenza clinica, ormai data per assodata da decenni di ricerche, è giunto in queste ore uno studio condotto dai ricercatori facenti capo all’ospedale pediatrico Bambini Gesù di Roma che ha attestato come il latte materno risulti alla stregua di una “coperta” in grado di proteggere il piccolo di fronte alla possibile contrazione di infezioni, proprio in virtù della sua capacità di stimolare e rafforzare il sistema immunitario grazie alla presenza di elementi probiotici in esso contenuti.

Attraverso un lungo test condotto sui topi, i ricercatori romani hanno infatti potuto analizzare nel dettaglio il rapporto che lega l’assunzione di latte materno alla formazione del patrimonio batterico intestinale (detto microbiota) e concludere che nulla al mondo come il prezioso nettare si trova progettato per favorire l’insediamento di colonie di batteri “buoni” e risulta quindi cruciale, soprattutto durante le primissime fasi di vita.

Alla base del nesso empirico vi sarebbe un elevato contenuto di immunoglobine A, contenute nel latte materno, in assenza delle quali il microbiota fatica a trovare la sua naturale conformazione a favorire l’insediamento di batteri atti a consentire al digestione degli alimenti e la giusta conformazione del sistema immunitario dei bimbi.

In caso ve ne fosse davvero bisogno, la ricerca pubblicata sulla rivista di settore Frontiers in Microbiology giunge a conferire un ennesimo movente per l’allattamento materno durante le prime fasi di vita e spiega perché la possibilità di digerire (o non digerire) un determinato alimento si trovi racchiusa in quei pochi sorsi salvifici che possono condizionare il proseguo di una vita intera.

 

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