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Salute e Benessere
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Acqua in piscina, la disinfezione non basta

15 giugno 2016
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Acqua in piscina, la disinfezione non basta

Fortunatamente superata l’era storica contraddistinta dalla scarsa cura dell’acqua in piscina e dalla conseguente comparsa di verruche, funghi e quant’altro, pare che la tranquillità degli aspiranti nuotatori sia destinata ad una vita breve almeno quanto quella dei proverbiali amori che, al pari delle piscine, denotano il corso delle nostre estati.

Un recente studio pubblicato sulla rivista di settore Enviromental Science and Techonology ha infatti mostrato come, anche a fronte di una regolare opera di disinfezione delle acque, i pericoli in piscina permangano, data la presenza di composti chimici spontanei che tendono a formarsi dall’unione di prodotti industriali, sudore, tracce di urina e creme per il corpo, dando vita a particolari molecole che potrebbero agevolmente divenire veicolo di infezioni batteriche e comportare quelle medesime problematiche di salute che si ritenevano bandite.

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Un’analisi compiuta sui disinfettanti comunemente impiegati per ripulire piscine ed idromassaggi ha infatti mostrato come le tracce dei composti rimangano ovviamente in acqua per molte ore dopo il loro utilizzo e come le molecole superstiti tendano a legarsi ai composti organici e dare vita a nuove soluzioni in grado di agevolare la trasmissione di germi e batteri e l’eventuale scambio di patologie tra i frequentatori del luogo.

L’indagine condotta dagli esperti facenti capo all’Università del South Carolina ha inoltre mostrato come la qualità dell’acqua presente nelle piscine subisca un drastico abbassamento nelle fasi successive al suo ingresso, andando a subire rapide alterazioni e mutazioni molecolari tali da legittimare la possibile insorgenza di complicazione all’epidermide o addirittura all’apparato respiratorio, chiarendo così il nesso che porta gli addetti alla manutenzione delle piscine a soffrire di patologie croniche con molta più frequenza di altre classi di lavoratori.

Di fronte ad un quadro a tinte fosche, l’unica ancora di salvezza potrebbe giungere da un frequente riciclo delle acque e dall’adozione dei soliti accorgimenti personali relativi alle tempistiche di immersione e al controllo del posto dove si è scelto di trascorrere il pomeriggio, prima di trovarci costretti a rimpiangere la breve vita della nostra salute, effimera almeno quanto un amore estivo.

 

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