
Forse nulla al mondo più del vino incarna l’esempio, quasi per antonomasia, di un alimento assolutamente “buono” e dotato di infiniti benefici per la salute che può tuttavia assumere connotazioni marcatamente negative in caso si decida di esagerare col prodotto e di votarsi in direzione di quelle colossali sbornie che vanificano le proprietà digestive, cardiotoniche e antiossidanti della bevanda per lasciare il posto a solenni mal di testa, crampi addominali e sensazione di nausea.
Se fino ad oggi l’equazione che prevedeva gli effetti del vino mutevoli in base alla quantità assunta e che invitava alla moderazione appariva più che assodata, una recente ricerca condotta nell’ambito dello “studio Abr” getterebbe una sorta di sospetto sulla sua validità, ipotizzando che il vino possa portare in dote, presso soggetti particolarmente sensibili, un certo numero di controindicazioni anche in assenza di sbornie ed ubriacature di varia natura.

Nel corso di un’intervista rilasciata ad AdnKronos #salute, l’esperta Sabina Rubini ha infatti sostenuto la tesi che prevede la presenza di alcuni elementi contenuti nel vino, noti come ammine biogene, alla stregua della radice ultima di cefalee e senso di nausea presso i soggetti più sensibili all’elemento, a prescindere dalla quantità ingerita o dal superamento di quella soglia che sfocia nell’ubriachezza e nelle sue nefaste conseguenze.
Secondo la Rubini, risulta infatti ampiamente possibile che le ammine biogene diano adito a fenomeni da ipersensibilità simili a quelli tipici delle intolleranze e che un discreto numero di persone inizino ad accusare malessere generalizzato dopo aver bevuto un semplice bicchiere di vino, senza tuttavia riuscire a ricondurre il malore all’esigua quantità di bevanda ingerita.
Dal momento che le ammine biogene non rappresentano una componente in grado di definire proprietà organolettiche e qualità del vino, l’introduzione di un’ipotetica soglia legislativa, suggerisce la Rubini, consentirebbe di limitare gli effetti collaterali presso i soggetti più sensibili e di fare in modo che chiunque possa bere con gusto il suo benefico bicchiere di vino senza problemi, arrestandosi magari prima di quell’ebrezza che, per quanto immediatamente piacevole, cancella d’incanto tutti i benefici acquisiti.
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