Salute e Benessere
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Smog: a Torino e Milano si invecchia prima

5 settembre 2016
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Smog: a Torino e Milano si invecchia prima

Per lungo corso associato alla mera comparsa di patologie a carico dell’apprato respiratorio, lo smog ha rivelato negli anni la funesta capacità di interferire intimamente con i processi molecolari presenti nel nostro corpo e di produrre uno spettro di conseguenze patologiche pressoché infinito, comprensivo anche di fattori insospettabili, come quelli legati all’aumento del livello di colesterolo nel sangue e all’invecchiamento precoce.

Un recente studio condotto dalla Sisa (Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi) ha infatti mostrato come l’esposizione protratta a polveri sottili e molecole di Co2 disciolte in aria comporti infiniti fattori di rischio legati ad aterosclerosi ed arteriosclerosi e come, dunque, le proverbiali camere a gas presenti nei maggiori centri urbani inneschino una pericolosa spirale che prende il via con l’inalazione delle componenti tossiche e si conclude con un’infiammazione cronica del tessuto venoso, destinata a riverberarsi in problematiche di tipo metabolico e cellulare.

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Dopo aver stabilito su basi biologiche il pericoloso legame, gli autori dello studio hanno dunque provveduto a “testare sul campo“ le loro intuizioni, elaborando una sorta di schema statistico della mortalità media e dell’invecchiamento precoce sulla base dei livelli di inquinamento presenti nei maggiori centri urbani italiani, scoprendo che, laddove lo smog risultava essere più accentuato, durata e qualità della vita tendono ad abbassarsi in modo inesorabile.

In particolare, nei pressi delle aree urbane di Milano e Torino si registrano punte relative all’invecchiamento di cuore e cervello da record, mentre a Roma (città meno inquinata) il quadro tende leggermente a migliorare, anche in virtù di condizioni climatiche meno umide e stagnati che consentono una più agevole dispersione delle polveri tossiche rispetto a quanto accade nelle città del Nord Italia.

Come premesso, la ciliegina sula torta dell’inquietante studio è rappresentata dal fatto che lo smog pare in grado di agire in modo anomalo persino sul tasso medio di colesterolo Ldl presente nel sangue (recentemente sottoposto a revisione circa le sue linee guida), in virtù del fatto che l’infiammazione e l’indurimento del complesso venoso generati a partire delle polvere sottili ne limitano la possibilità di smaltimento organico, mostrando dunque nuovi allarmi sanitari che esulano purtroppo dalla semplice sfera di tossi e raffreddori nei quali lo smog si è trovato per anni rinchiuso.

 

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