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Erdogan sospende l’ora solare, ma la tecnologia non è d’accordo

26 ottobre 2015
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Erdogan sospende l’ora solare, ma la tecnologia non è d’accordo

Si diceva un tempo che nemmeno il re più potente del mondo potesse disporre degli agenti atmosferici a proprio piacere; assunto che pare trovare un corrispettivo molto più prosaico in queste ore con il discusso Erdogan e la sua decisione di spostare l’ora solare in Turchia a dopo le elezioni del prossimo 1 Novembre.

Se il premier turco ha infatti preso la decisione di dire addio all’arretramento delle lancette previsto per l’ultimo fine settimana di ottobre, Erdogan si è tuttavia dimenticato che la stragrande maggioranza dei dispositivi tecnologici presenti sul territorio si aggiorna in automatico, suscitando così un divertente qui pro quo in cui pare difficile stabilire quale sia l’effettiva ora a Istanbul o ad Ankara.

Quasi tutti gli smartphones, i tablets e i pc più recenti sono infatti programmati per aggiornare il proprio orario di riferimento in maniera automatica e correlata con l’orario in vigore in una data nazione di modo che, al passaggio tra ora legale e ora solare, l’aggiornamento viene effettuato senza il consenso dell’utente e senza che nessuno debba interferire con le impostazioni presenti nei dispositivi.

Ovviamente, l’idea del presidente Erdogan (della quale sono oscure tra l’altro le vere ragioni) è stata presa senza tenere conto del reale operato dei dispositivi hi-tech, di modo che, mentre in Turchia in questo momento è quasi mezzogiorno, gli orologi digitali di tutto il paese non hanno aderito all’”ora di Erdogan” e si sono allineati al nuovo orario entrato in vigore nella notte tra il 24 e il 25 ottobre.

Pur essendo comunque di per sé facilmente risolvibile, la problematica ha prodotto un’infinita ondata di ilarità sui social networks e l’hashtag #saatkac (Che ore sono?) è rapidamente entrato nei top trends di quella piattaforma alla quale lo stesso Erdogan voleva vietare o limitare l’accesso solo pochi anni fa, fungendo così da ulteriore contrappasso di fronte all’inusitata scelta del presidente.

In attesa che l’ora legale riprenda il suo corso in Turchia tra l’8 e il 9 novembre prossimi, è sempre divertente constatare come nemmeno il re più potente al mondo sia in grado di legiferare sugli agenti atmosferici o su quella complessa gamma di dispositivi tecnologici che poco si cura di bizzarrie normative o dell’altrui volontà.

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