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Scienza e Tecnologia
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Dall’Italia alla Cina: ecco il dito-smartwatch e gli occhiali sonori

26 Febbraio 2016
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Dall’Italia alla Cina: ecco il dito-smartwatch e gli occhiali sonori

Come ogni vetrina che si rispetti, la fiera Maker Faire di Roma si compone di espositori e compratori, di modo che ogni anno i progetti migliori diventano materiale per le grandi industrie, disposti ad investire su idee considerate strampalate fino al giorno prima e pronte a trasformarsi in prodotti destinati all’invasione dei mercati.

Proprio dall’unione di alcuni colossi cinesi e di particolari progetti insigniti nel corso della kermesse romana, potrebbero presto vedere la luce alcuni embrionali progetti legati alla possibilità di integrare uno smartwatch in un dito, ad occhiali muniti di onde sonore in grado di orientare i soggetti ipovedenti, ad un bracciale dedicato alla connettività e ad un software ideato per semplificare la gestione dei droni.

horuisarchoncina

I quattro progetti italiani vincitori del contest #RoadToSuccess, sono balzati infatti agli onori delle cronache planetarie in virtù dell’immediato interesse delle aziende cinesi localizzate nella Shenzhen Valley che hanno deciso di investire sui progetti Get, Horus, Archon e Iomote per dare via alla tecnologia domestica dell’immediato futuro.

Particolarmente suggestivo in un mondo alla perenne ricerca di una chiave d’accesso volta a semplificare l’interconnessione dei dispositivi wearabale, Get potrebbe presto tramutarsi nel nuovo standard per la tecnologia indossabile, dato che il piccolo bracciale consente di interfacciare smartphone, tablet, desktop o smartwatch senza bisogno di un’ulteriore display e risultando leggerissimo e adatto ad ogni esigenza.

Dal potenziale commerciale inferiore, ma sicuramente più funzionale alle esigenze dei soggetti con problemi alla vista, Horus mira invece a trasformare la ricezioni delle immagini in onde sonore, di modo da fornire un quadro esaustivo del mondo circostante a tutti coloro che indossano i particolari visori con fotocamera di ultima generazione integrata.

I quattro progetti premiati nel corso della Maker Faire romana non sono che alcune tra le infinite idee che hanno affollato la Capitale e che hanno suscitato l’interesse di appassionati, curiosi, amanti della tecnologia e di quei colossi cinesi che si presentano ogni anno a Roma con il portafoglio pieno per trasformare le intenzioni in altrettante azioni, destinate a cambiare il nostro approccio alla tecnologia.

 

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