
Mai come in questa convulsa epoca storica, il proverbiale “carro dei vincitori” (che più che un carro pare ormai un Hummer H2) è diventato il luogo sul quale saltare e sul quale cercare di ammucchiarsi il più a lungo possibile in attesa che passi la tempesta e che giunga in orario un altro treno utile.
Nel clima generale, che non risparmia certo il settore tecnologico, fa notizia la decisione del popolare browser open source Firefox, fresco di versione rinnovata con occhiolino strizzato in direzione della privacy (vedi articolo), di rompere o storico sodalizio con Google per spostare la propria ricerca futura sull’impiego di Yahoo, in un’ottica di rilancio che coinvolga entrambe le aziende.
I responsabili di Mozilla hanno infatti resa nota la loro imminente volontà di fare in modo che il motore di ricerca impostato sul browser non sia più il colosso di MountainView, ma il più modesto servizio offerto di Yahoo, che si trova attualmente a coprire una porzione di mercato infinitamente meno rilevante (10% contro il 67% di Big G) e che soffre fin dal giorno d’esordio di una sorta di complesso di inferiorità verso lo strapotere di Google.
La storica decisione, annunciata dalla responsabile Marissa Mayer, punta a favorire lo sviluppo di Yahho in un’ottica di crescita abbinata che consenta la creazione di un’alternativa credibile a Google e che trova nella mancata trasparenza dei servizi proposti da Big G il terreno ideale per reindirizzare quella larga fetta d’utenza che si trova a disagio di fronte alle eccessive ingerenze della varie campagne AdWords e AdSense durante i processi di ricerca organica.
L’accordo siglato avrà una durata quinquennale e per il momento riguarderà il solo mercato statunitenese, all’interno del quale Firefox può vantare un numero complessivo di ricerche effettuate su base annua stimato in circa 100 miliardi, con conseguente introito legato ai ricavi pubblicitari in grado di orientare una significativa fetta di utenza in direzione del motore di ricerca predefinito di parametri presenti sul browser
La cosa strana, in tutto questo è rappresentata dal fatto che Google costituisca per Firefox allo stato attuale delle cose una duplice sicurezza, dal momento che la presenza del motore di ricerca leader di settore andava a costituire non solo una delle ragioni in grado di orientare la scelta del browser; ma anche una fonte di entrate sicure sul paino econimico, legata alla constatazione empirica in base alla quale buona parte dei ricavi di Mozilla vengono proprio da Google (si stima circa il 90%).
Evidentemente Firefox ha ritenuto opportuno affidarsi ad una strategia differente per tentare di arginare lo strapotere di Chrome, decidendo di scommettere sull’ipotetico rilancio di Yahoo e di lasciare il proprio comodo sedile su quell’enorme carro dei vincitori che pare regolare ogni scelta commerciale, politica e sociale in questa convulsa fase storica.
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